Dossier degli ambientalisti all’Unione europea sulla commissione regionale e i conflitti di interesse
LIDO. Un esposto all’Europa sui «conflitti di interesse» della commissione regionale Via. E sulle modalità di funzionamento di un organisnmo che secondo i denuncianti «elude il dettato della legge nazionale e del Codice dei Beni culturali». Il dossier della Lipu e delle asociazioni ambientaliste ha raccolto un nutrito pacco di documenti. E racconta una verità che adesso dovrà essere esaminata dall’Unione europea di Bruxelles.
Negli ultimi anni quasi tutte le grandi opere approvate sul territorio veneziano e veneto sono passate per la commissione regionale Via. Il Passante di Mestre, i cantieri del Mose, la Pedemontana, la Romea commerciale. E più di recente la sublagunare e la megadarsena da mille posti barca a San Nicolò. Prima osservazione: dei progetti presentati nemmeno uno è stato bocciato. Tutti approvati, al più con una serie di «prescrizioni». Non significa, perché forse erano progetti fatti bene. Ma l’indice dei comitati è puntato proprio sulla composizione dell’organismo giudicante. «Nomine spesso di natura politica», scrivono, «ci sono professionisti privati nominati dalla stessa struttura regionale che presenta i progetti, le Infrastrutture». I componenti della Via regionale sono stati rinnovati pochi mesi fa. Sono in tutto nove: un geologo (Cesare Bagolini, 53 anni, veronese; un chimico, Livio Baracco, padovano, 67 anni; tre ingegneri: Riccardo Zoppellaro, 63 anni di Rovigo, Roberto Penazzi, 61 anni, di San Martino Buon Alberrgo (Verona), Giampietro Gavagnin, 66 anni di Sovramonte (Belluno). Infine quattro architetti liberi professionisti: Mirko Campagnolo, 42 anni di Bassano del Grappa, Gianluca Faoro, 47 anni di Belluno, Cristiano Paro, 42 anni di Casier (Treviso), Antenore Quaglio, 46 anni di Valdagno (Vicenza). Non c’è nemmeno un veneziano, e mancherebbero le «competenze sul paesaggio». Insomma, secondo le associazioni firmatarie dell’espsoto all’Ue, l’iter prescelto per mandare avanti le grandi opere non può produrre che danni. «C’è il grande problema del controllore che dipende dal controllato», si legge nel dossier, «gli esperti vengono nominati e dipendono gerarchicamente dalla segreteria delle Infrastrutture della Regione». Assessorato strategico dove siede da anni Renato Chisso, espoponente Pdl di spicco responsabaile da anni di Ambiente e Lavori pubblici prima con Galan adesso con Zaia. Altro conflitto, secondo i comitati, sarebbe quello della guida della commissionme Via. Il segretario, Silvano Vernizzi, è un dirigente dell’assessorato, già commissario per la realizzazione del Passante e oggi della Pedemontana veneta, amministratore delegato di Veneto Strade. Niente da dire sulle capacità della persona, ma come è possibile che lo stesso soggetto che propone l’opera sia colui che ne firma la compatibilità ambientale? Un problema che adesso potrebbe riguardare anche le nuove grandi opere sul tappeto. La sublagunare – già bocciata da Comune e Provincia ma promossa dalla commissione Via – il nuovo canale per le grandi navi, il Porto. I comitati annunciano battaglia.
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