Scoperta una casa d’appuntamento in campo Santi Apostoli. Denunciati i titolari dell’appartamento
All’appartamento delle brasiliane, chiuso dagli agenti della Polizia Locale perché casa di appuntamenti, si accedeva da campo Santi Apostoli. Una calle stretta portava all’abitazione diventata un’oasi del relax esotico. E col passare del tempo le voci si sono sparse con insistenza su questo luogo del piacere parecchio reclamizzato anche su Aladino. Per non parlare del continuo viavai di uomini e ragazze assai avvenenti. Alla fine la notizia dell’appartamento è arrivata anche agli agenti del commissario Gianni Franzoi che guida il Servizio Sicurezza Urbana.
Se a prostituirsi sono ragazze che lavorano nel proprio appartamento poco importa alla legge visto che la prostituzione in Italia non è reato. Ma se altri ci guadagnano col loro lavoro o magari costringere le ragazze a farlo allora il reato c’è. Da qui le indagini degli agenti che per diverse settimane hanno verificato chi entrava ed usciva da quell’appartamento e di chi era quell’abitazione. Hanno fermato clienti pronti a confermare la frequentazione del centro di piacere. E naturalmente gli agenti hanno sentito pure le ragazze che lì dentro lavoravano.
Si tratta di giovani brasiliane che in Italia ci sono venute per guadagnare, ben consapevoli che per farlo dovevano vendere il proprio corpo. Il loro target è medio alto e la quotazione delle brasiliane che lavorano in appartamento è simile a quella delle italiane. E di conseguenza anche i prezzo. La media della prestazione si aggirava tra i 200 e i 300 euro. Salvo prestazioni speciali che comportavano al cliente un esborso superiore. Al “bordello” si arrivava attraverso il passaparola dei clienti, dalla lettura delle inserzioni pubblicate su Aladino o su indicazione di qualche portiere di notte a cui si rivolgevano i clienti in cerca di una “coperta”.
In queste settimane di indagini e accertamenti gli agenti hanno individuato cinque ragazze che a turno frequentavano l’abitazione. Periodicamente le giovani cambiavano. Probabilmente si spostavano in altre città o in altri appartamenti di Venezia e Mestre per prostituirsi. In genere lo fanno per non attirare l’attenzione delle forze dell’ordine.
Gli investigatori hanno pure verificato chi erano i titolari dell’appartamento per capire se le ragazze pagavano qualcuno oppure no. E alla fine si so no convinti che i due stranieri sapevano benissimo cosa facevano lì dentro quelle giovani brasiliane. E fatta una prima informativa al pm Stefano Ancillotto, l’altra notte hanno fatto irruzione. Sono entrati nell’abitazione quando sono stati certi che dentro ci fossero le giovani con i clienti. Ne hanno trovate due con altrettanti clienti. Tutti sono stati identificati e portati in caserma. Le ragazze hanno pure verbalizzato parecchie cose.
Alla fine i titolari dell’appartamento sono stati denunciati a piede libero per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. E l’abitazione chiusa. Sequestrato diverso materiale.
Ma non è il solo “bordello” in centro storico, altri sono nel mirino della polizia locale.
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