Palazzo Granaio a pezzi Mattone sfiora una donna

Ieri mattina alle 8 il distacco del pezzo dalla sommità dello stabile in degrado Guarnieri (Democrazia) ha raccolto i cocci e sprona Casson a iniziare i restauri

    di Elisabetta B. Anzoletti

    CHIOGGIA

    Palazzo Granaio cade a pezzi. Ieri mattina verso le 8 dall’angolo sud-ovest dell’edificio, il più antico della città, si è staccato un mattone che ha sfiorato di poco una signora che stava camminando.

    A raccogliere i ciotoli il consigliere di Democrazia Fortunato Guarnieri che riapre la polemica sull’urgenza di procedere con un restauro di cui si parla dal 2000, ma senza risultati. Il mattone si è staccato intero, ma consumato dalle intemperie e dall’usura del tempo, toccando il suolo si è sbriciolata in molti frammenti e i due più grossi, più o meno grandi come mandarini, sono stati raccolti da Guarnieri. Che palazzo Granaio, risalente al 1328, avesse bisogno di un restauro era evidente, ma che stesse letteralmente cadendo a pezzi fino a ieri nessuno lo immaginava.

    L’episodio riaccende i riflettori sulla necessità di procedere con l’intervento di sistemazione di cui esiste un progetto pronto da tempo, ma chiuso nei cassetti dell’amministrazione. «Per fortuna il mattone non ha preso in testa la signora - osserva Guarnieri - ma al di là delle responsabilità che si sarebbero chiaramente profilate, emerge un altro problema, quello del restauro che non si sa che fine abbia fatto». Agli inizi del 2000, con la prima giunta Guarnieri, era stata ristrutturata la parte posteriore del palazzo, quella che ospita la pescheria al minuto. Qualche anno dopo, con la seconda giunta Guarnieri, è stato avviato l’iter per procedere con il restauro di tutto il palazzo. Il progetto aveva anche ottenuto l’autorizzazione della Soprintendenza ai beni architettonici, trattandosi di un immobile vincolato e le necessarie risorse per realizzarlo. Era stato anche identificato l’uso finale del contenitore che sarebbe diventato una pinacoteca civica dove collocare le opere più preziose del Comune con spazi da riservare a mostre itineranti con il coinvolgimento di qualche privato già operante negli spazi commerciali del palazzo. «Da allora però nulla si è mosso - precisa Guarnieri - silenzio tombale con la giunta di Romano Tiozzo, una delle sette piaghe d’Egitto per Chioggia, e nulla di concreto nemmeno con la nuova giunta Casson. Qualche mese fa questa amministrazione si era mossa con riunioni e confronti con gli esercenti presenti sotto il Granaio e sembrava ci fosse la volontà di iniziare i lavori previsti dall’originario progetto. Sono passati mesi però e nulla si muove.

    Sembra che il problema sia la coesistenza del cantiere con il mercato ittico. Può essere, ma è tempo di decidere per evitare la completa decadenza dello stabile».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    07 febbraio 2012

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