CHIOGGIA Solo le barche più grandi, ieri, sono uscite in mare. Le condizioni meteo, infatti, hanno reso impossibile l'attività delle imbarcazioni medio-piccole che iniziano, così, la terza settimana...
CHIOGGIA
Solo le barche più grandi, ieri, sono uscite in mare. Le condizioni meteo, infatti, hanno reso impossibile l'attività delle imbarcazioni medio-piccole che iniziano, così, la terza settimana di fermo, con poche speranze di tornare a lavorare anche per i prossimi giorni. Un'ulteriore riprova, se mai ve ne fosse stato bisogno, delle condizioni particolari in cui vivono e lavorano i pescatori dell'alto Adriatico, la cui attività di pesca è ben lontana da quella “industriale” praticata in altri mari e Paesi.
Quello che era iniziato come uno sciopero di protesta, quindi, sta diventando un fermo forzato, a reddito zero, con tutti i problemi che ciò comporta. E non va meglio sul fronte dei commercianti. Se è vero, infatti, che è finito il blocco dei Tir e, quindi, il pesce estero ha la via libera per arrivare anche al mercato di Chioggia, è vero anche che il freddo intenso limita il consumo al minuto (“Le donne non vengono a far la spesa”, si lamentano in Pescheria dove, la settimana scorsa, si è lavorato a mezzo regime) e ne risente anche l'ingrosso. Le aste di ieri, probabilmente, hanno premiato, ma in maniera limitata, i pescatori che hanno conferito pesce azzurro.
Intanto la politica si interroga sulle prospettive del comparto. Il sindaco, Giuseppe Casson, ha partecipato, insieme all'assessore regionale Franco Manzato, al responsabile regionale di Legapesca Antonio Gottardo, al vicesindaco di Caorle, Gianni Stival, a una trasmissione televisiva su Antenna 3. Tutti si sono trovati d'accordo nel ritenere “penalizzanti” le regole imposte dalle Ue alla pesca in alto Adriatico e tutti hanno stigmatizzato lo scarso impegno, in passato, dei governi italiani nel difenderne la “specificità”. «Oggi - dice Casson - penso che per ottenere qualche risultato sia necessario far pesare la credibilità che ci siamo conquistati, come italiani, in campo economico. Mi auguro che il Governo si giochi questa carta anche per il nostro territorio, non solo su altre questioni». E a proposito della “latitanza” del presidente Zaia, aggiunge: «E' senza dubbio utile, a questa causa, la mobilitazione di tutte le figure istituzionali, e quella di Zaia è una figura importante. Nello stesso tempo non posso che apprezzare l'impegno e la serietà dell'assessore Manzato in tutta questa vicenda».
Diego Degan
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