E’ la terza volta in 40 anni che il locale viene devastato dal fuoco. Il titolare: «Mai ricevuto minacce e non sono assicurato»
CAORLE
Incendio ieri notte, le fiamme hanno completamente distrutto il bar del ristorante «Al Bucaniere» in via Casoni, 32 a Caorle. Si tratta del terzo incendio, gli altri due, di origine dolosa, si erano verificati nel ’69 e nel ’98. Sul posto i carabinieri di Caorle. Secondo i primi accertamenti, si tratterebbe di un incendio di origine dolosa e proprio per questo motivo sono in corso le indagini che si concluderanno mercoledì con un sopralluogo di una squadra speciale di vigili del fuoco di Mestre per capire cause e responsabilità.
Le fiamme sono divampate attorno alle 22 di domenica e i vigili del fuoco di Caorle e Portogruaro hanno dovuto lavorare fino alle 2 di notte. A lanciare l’allarme è stato un vicino residente in via Casoni che appena ha visto la colonna di fuoco alzarsi sul tetto ha immediatamente composto il 115 per chiamare il soccorso.
All’arrivo dei pompieri le fiamme avevano già divorato tutta la parte del bar. La struttura ha preso fuoco in pochi minuti in quanto realizzata in stile casone caorlotto quindi con canne palustri e materiale facilmente infiammabile. E’ andata distrutta tutta la parte del bar compresi arredi e pareti che sono collassati su sé stessi. Fortunatamente il fuoco non ha intaccato il ristorante. Fumo del rogo ha invaso tutta la strada rendendo impossibile il transito dei mezzi ma i casoni adiacenti si sono salvati. Gino Zanon, 78 anni, il titolare del casone-ristorante quando è arrivato sul posto si è messo a piangere davanti alle fiamme. Una vita dedicata alla ristorazione con ottimo successo tanto che aveva deciso, vista l’età, di lasciare l’attività al figlio che poteva dedicarci tempo e passione, la stessa che la sua famiglia gli aveva trasmesso fin da bambino. «Siamo rimasti sconcertati - ha commentato ieri il figlio Ivo Zanon - in questo periodo il nostro locale si trovava chiuso perché apriamo solo nel periodo estivo, pertanto credo che l’ipotesi di un incendio accidentale sia piuttosto remota, gli elettrodomestici erano spenti e così anche tutto l’impianto di illuminazione, non riusciamo a spiegarci come sia potuto succedere». La famiglia Zanon non se ne fa propria una ragione. Lavorano da anni a Caorle e il figlio assicura: «Non abbiamo mai ricevuto minacce e ricatti di nessun genere, mio papà aveva deciso di fare l’ultima stagione e poi di lasciare la gestione a me». I Zanon sono una famiglia molto conosciuta e stimata a Caorle, oltre al ristorante «Al Bucaniere» sono titolari anche dell’hotel Villa Bruna nel lungomare Trieste. In questo periodo erano fermi con entrambe le attività e si stavano preparando per la prossima stagione estiva. Nessun episodio violento o minatorio è emerso finora dalle indagini condotte dai carabinieri del comando di Portogruaro. A far chiarezza saranno le indagini dei prossimi giorni e il sopraluogo che verrà condotto dai tecnici specializzati della squadra operativa di Mestre per rilevare eventuali tracce di combustibile e altri indizi che potranno indirizzare e dare una svolta chiara alle indagini. Intanto sono numerose le zone oscure sul caso. «Tengo a precisare - ha concluso Zanon - che non si tratta di un incendio colposo da parte nostra come taluni possono pensare, i danni infatti sono tutti a carico nostro in quanto non siamo neanche assicurati, quello che mi pare molto strano è che l’incendio, nonostante la presenza del forte vento si sia sviluppato solo all’interno del bar senza andare a rovinare il ristorante e nemmeno i casoni vicini, questo modo di svilupparsi delle fiamme ci ha lasciato un po’ perplessi». I carabinieri di Portogruaro stanno passando al vaglio tutte le ipotesi e per questo motivo hanno fatto sapere che è prematuro sviluppare una ricostruzione concreta sulla dinamica dei fatti. Il locale rimane sotto sequestro per lo sviluppo delle indagini e per i prelievi dei campioni da analizzare in laboratorio.
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