Via al Carnevale, ma il gelo scoraggia le grandi folle / FOTO

Inizio in sordina per il Carnevale 2012, con il Toro alla Dogana e la fontana del vino in Piazzetta San Marco. Il ballo a San Marco ha aperto ufficialmente la festa

    di Manuela Pivato

    VENEZIA. Un toro la mattina e una fontana di vino il pomeriggio, per pochi intimi. Il gelo siberiano ha trasformato il primo giorno di Carnevale in una prova di coraggio solo nel mattere il naso fuori di casa, figuriamoci a infilarsi in un costume. Qualche volonteroso – soprattutto francesi – non ha però rinunciato alla passeggiata in Piazza San Marco con la soddisfazione di poter sfilare in (quasi) perfetta solitudine tra qualche curioso intirizzito e quei fotografi ai quali ancora non si era staccate le dita.

    I più temerari (curiosi e fotografi) la mattina si erano spinti fino in punta della Dogana dove è stato ormeggiato un toro alto due piani, creato da Guerrino Lovato e fatto interamente con legni della laguna. Una scultura che vigilerà sul Carnevale con l’ambizione di diventarne il simbolo e che martedì grasso, spostato nel centro di bacino San Marco, brucierà con un immenso falò.

    Stretto nel suo giaccone sotto le raffiche di bora, il presidente di VM&E Piero Rosa Salva spiega il perchè del bestione: «Questo Carnevale è più basso rispetto agli anni scorsi e quindi fa più freddo. Il toro, in quest’anno olimpico, è un po’ come il nostro braciere, il filo conduttore che ci guiderà per tutta la kermesse». Aggiunge il direttore artistico, Davide Rampello, già computamente nella parte con tuba e tabarro: «Abbiamo scelto il Toro come icona della forza, della fortuna e della fertilità, ovvero i valori simbolici legati a questo animale dalla tauromachia delle varie culture. il Toro vigilerà sul nostro Carnevale fino a Martedì Grasso, giorno in cui verrà bruciato al termine della Vogata del Silenzio. E chissà forse le ceneri che si alzeranno sulla città saranno un elisir d’amore».

    Intanto si gela e si batte la ritirata. Lasciato il toro a muggire, lo sparuto popolo del Carnevale ripara in Piazza San Marco dove un gruppetto di eroici operai con il pile fin dentro alle orecchie sta montando il Gran Teatro. Altri stanno dando gli ultimi ritocchi alla Fontana del vino (in partnership con l’Enoteca Regionale Veneta di Conegliano Veneto)che l’hanno scorso aveva riscaldato migliaia di turisti e quest’anno dovrà fare ancor meglio. Alle 18, intorno all’immensa fontana bianca disegnata dal capo scenografo della Scala di Milano, Angelo Lodi, si sono riuniti i più temerari del Carnavele. Qualche centiaio di persone che, sostenuti da cori, quadriglie, cin cin e dal piglio di Maurice Agosti che non si fa scappare una mosca, hanno infine brindato alla festa.

    Decisamente in atmosfera la pista di pattinaggio di campo San Polo che fino a ieri sembrava piovuta dalla luna e invece da quando la Sibera è tra noi è perfettamente a suo agio tra i masegni del campo coperti di brina.

    Oggi si entra nel vivo con la festa più veneziana del Carnevale, organizzata in collaborazione con l’Aepe. Alle 11 un corteo acqueo partirà da Punta della Dogana, attraversando tutto il Canal Grande e farà il suo ingresso nel Rio di Cannaregio dove sarà accolto dal pubblico (gelo permettendo)assiepato sulle rive. Magnaebevi in acqua e sulle rive. Le barche seranno infatti addobbate con il «bestiario» veneziano, ovvero con astici, cavallucci, anitra e, ovviamente, la pantegana. Per il pubblico, invece, delizie a a gogo: pasta e fagioli, bigoli in salsa, pesce di laguna, cicchetti, frittelle e galani. Si conta molto anche sul vin brulè.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    05 febbraio 2012

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