Il ministro dell’Ambiente: «Procedure semplificate, può partire la reindustrializzazione»
Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, l’aveva annunciato per la fine di gennaio. Ma ci vorranno ancora «alcune settimane» per concretizzare un accordo per una linea d’azione efficace ed immediata per garantire il riutilizzo delle aree dismesse e inquinate di Porto Marghera che aspettano ancora di essere bonificate e riutilizzate per nuove attività industriali, come prevede il Pat appena approvato, non senza polemiche, dal consiglio comunale. Del resto l’esperienza insegna: da oltre dieci anni si susseguono appelli per sbloccare le bonifiche e riavviare lo sviluppo a Porto Marghera, privata ormai di gran parte delle sue tradizionali industrie chimiche e siderurgiche. Appelli di sindacalisti, amministratori pubblici e imprenditori sono andati a vuoto o si sono impantanati nei duelli tra istituzioni sul tipo di organismo da creare (agenzia o commissario straordinaria), sulla guida e le semplificazioni da realizzare per rendere più rapide e meno costose procedure e metodologie di bonifica o messa in sicurezza della aree. Il ministro Clini però non demorde, a Venezia ci ha lavorato per più di dieci anni - prima come medico dell’Asl 12 e poi come direttore dello stesso ministero dell’Ambiente - e sa come muoversi. Da quando è entrato in carica Clini ha fatto di tutto per sbloccare la situazione. Pochi giorni fa, infatti, ha annunciato che il decreto del governo Monti sulle Semplificazioni ha introdotto «alcune innovazioni sulle bonifiche delle aree industriali dismesse nei siti di interesse nazionale come Porto Marghera».
Si tratta di una norma in base alla quale «nei siti di interesse nazionale da bonificare e reindustrializzazione si potrà intervenire rapidamente sulla base di un progetto e nel rispetto delle regole del codice ambientale, grazie ad una semplificazione che potrà rimettere in moto progetti preziosi di riuso per i siti industriali' «anche sulla base della loro vocazione territoriale».
Quel che manca ancora è un accordo che metta finalmente d’accordo Comune di Venezia, Regione ed Eni (principale prorietaria delle aree dismessse), impresa non facile, visti i precedenti. Ma il ministro Clini sta mettendo fretta a tutti, tanto che nei prossimi giorni il sindaco Orsoni e l’Eni si rincontreranno per trovare una «soluzione definitiva» per le aree su cui è necessario intervenire subito per garantire, finalmente, il loro riutilizzo. (g.fav.)
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