Carburante solo a credito Distributori in crisi

A rischio l’attività delle 35 famiglie che gestiscono i 7 depositi costieri di gasolio Il pieno di un peschereccio costa fino a 25 mila euro. Ieri assemblea all’Ascom

    di Elisabetta B. Anzoletti

    CHIOGGIA

    Carburante a credito, costi triplicati e banche che non concedono più prestiti. Queste le morse che stringono 35 famiglie che lavorano nei 7 depositi costieri (6 a Chioggia e 1 a Pellestrina) che riforniscono di gasolio i pescherecci, spesso senza venire saldati per mesi.

    Ieri titolari e dipendenti dei depositi si sono riuniti nella sede dell’Ascom per lanciare un sos. Rispetto ai normali distributori i depositi costieri hanno norme più restrittive: sono assimilabili a punti di frontiera perché vendono il prodotto in esenzione d’imposta come se si trovassero all’estero, sono sottoposti a controlli mensili dalla dogana e degli altri enti preposti, in particolare sulla sicurezza.

    Oltre a fornire il carburante sono anche punti di raccolta per l’olio esausto che conferiscono a pagamento a ditte specializzate nell’ottica della massima collaborazione con il mondo della pesca. Durante il fermo biologico queste ditte hanno subito forti ripercussioni economiche, ma grazie ad un’esposizione bancaria forte hanno comunque sostenuto il mondo della pesca anticipando il carburante nonostante non venga pagato per mesi. Un pieno settimanale di un peschereccio costa oltre 10.000 euro. Oggi le banche non concedono ulteriori fidi ai depositi e nello stesso tempo l’esposizione di credito nei confronti degli armatori non è più sostenibile. «Siamo sempre stati a fianco dei pescatori - spiega Marco Penzo, rappresentante della categoria - sono loro i nostri clienti, ma oggi materialmente non riusciamo più a sostenere la situazione. Il problema non è il nostro margine di guadagno, che è infinitesimo, il problema è il costo del carburante che è triplicato. Tre anni fa con 10.000 euro pagavo l’autobotte che mi riforniva, oggi non mi bastano 25.000 euro e il guadagno al litro è rimasto invariato. Siamo davvero in ginocchio». All’incontro in rappresentanza dell’amministrazione comunale ha preso parte l’assessore Massimiliano Tiozzo che ha condiviso le rimostranze dei lavoratori specificando però che il Comune ha un ruolo solo marginale nella vicenda.

    «Cercheremo di facilitare l’accesso al credito - spiega il direttore Ascom, Maria Grazia Marangon - coinvolgendo il nostro consorzio di garanzia Fidimpresa. Dal punto di vista sindacale evidenzieremo il problema a livello provinciale e regionale evidenziando che soluzioni diverse di rifornimento non possono essere percorribili, le ditte presenti nel nostro Comune sono più che sufficienti, rispettano le norme ambientali e gli standard di sicurezza».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    02 febbraio 2012

    Altri contenuti di Cronaca

    Trova Indirizzi Utili

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione
    Tutte

    PROMOZIONI

    Negozi

    ilmiolibro

     PUBBLICITÀ