Il voto alle 3.07: ora il testo pubblicato in Internet, poi la fase delle osservazioni Gli anti-Pat critici, il sindaco: «In malafede chi ci accusa di cementificare»
Dopo una maratona di quasi 12 ore in Consiglio, 358 emendamenti e 42 subemendamenti e 103 votazioni, alle 3.07 di ieri notte il Piano di assetto territoriale è stato adottato dal Consiglio comunale con 24 sì e il voto contrario di Bonzio (Federazione della sinistra, che sul Quadrante di Tessera voleva restare sui 27 ettari di stadio e casinò), Renato Boraso (Lista civica), i pdl Centenaro, Costalonga, Lavini, Locatelli, Zuin, i leghisti Giusto e Vianello, Renzo Scarpa del Gruppo misto, il grillino Gavagnin. Tra gli assenti, il pd Carlo Pagan, corso ad accogliere la nascita del primogenito («Volevo chiamarlo Pat, ma mia moglie ha insistito per Pietro», ride, ribadendo il suo sì), i pdl Cavaliere, Campa, Rizzi, Speranzon Assenti al voto anche l’Udc Fortuna, i leghisti Bazzaro e Sottana, il pd Ticozzi, Zecchi (Civica), Funari (Gruppo misto). Tra i 30 emendamenti approvati, quello del Movimento 5 stelle che esclude, nel futuro di Marghera "nuovi inceneritori" e quelli del Pdl per l’ampliamento della Cittadella della salute all’Angelo e polo sanitario con l’università a Venezia).
Adottato il Pat, inizia la fase delle osservazioni: e molti comitati che in questi mesi hanno puntato l’indice sulle dimensioni del Quadrante e la mancata cancellazione dalle mappe del tracciato di sublagunare, si preparano a presentarne a decine. Saranno discusse con gli assessorati nell’ambito dell’Osservatorio, introdotto con un emendamento di In Comune. Tra un paio di settimane tutta la documentazione sarà in Internet.
«Il jumbo-emendamento ha migliorato il Pat nel senso che ha reso esplicito quello che più stava a cuore della città e messo nero su bianco anche in uno strumento di pianificazione generale», commenta l’assessore Ezio Micelli, «così sul Quadrante, stabilendo la quota del 25% anche se certo mai avevamo pensato di creare una piattaforma di 105 ettari di cemento e sulle grandi navi». Il Comitato no Grandi navi plaude all’inserimento del proprio emendamento: navi «incompatibili» con la laguna e studi per individuare entro 18 mesi l’alternativa e stabilire anche una soglia massima di turisti «sostenibile». «Grazie all'emendamento del Comitato», commenta il portavoce Testa, «la città si trova ora davanti a un passaggio epocale, con la possibilità di avviare la decrescita del turismo e di affrontare un vero riequilibrio della laguna». «Su Tessera City la maggioranza silenziosa ha dato il meglio di sè», critica Michel Boato dell’Ecoistituto, «il maxi-emendamento la imbelletta da "città dello sport", non localizzata e perciò pronta allo scambio di aree che permetteranno alla Save di Marchi di raddoppiare l'area dell'aeroporto». «Abbiamo ridotto di 60 ettari l’area dedicata a palazzi», replica a distanza il sindaco Orsoni, «chi ci accusa di cementificare è solo in malafede».
Roberta De Rossi
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