Biogas, centrale bocciata Decisivo il no regionale

Mirano, esultano comitati e partiti che si erano battuti contro l’impianto Ma la società proponente potrebbe decidere di ripresentare il progetto

    di Filippo De Gaspari

    MIRANO

    Decide la Regione, via la centrale da Mirano. Il biogas sparisce dalle carte, bocciato senza appello dalla conferenza dei servizi riunita ieri nel palazzo della Regione in via Torino a Mestre. Vincono i cittadini, le associazioni e i partiti che lo scorso novembre portarono a galla un progetto che fino a quel momento passava di cassetto in cassetto. I terreni di via Porara resteranno agricoli, le strade libere dai rimorchi. Almeno per ora. Perché il vuoto legislativo continua e anche se ieri la Regione ha dato una mano a Mirano, ora è una corsa contro il tempo per far approvare una pianificazione regionale che eviti la presentazione di altri progetti simili in zone improprie. Quello della società Bio 4 Energy di Vigonza non ha trovato sponde: ai no scontati di Comune, Provincia e Sovrintendenza ai beni ambientali, si è aggiunto proprio quello della Regione, tramite la direzione agroambiente, su cui si erano concentrati i pressing degli ultimi giorni. Un parere determinante quello della direzione regionale. No anche dall’Ulss 13, che non ha recepito le integrazioni presentate dalla società. A dare un assenso condizionato al progetto è rimasta solo l’Avepa, l’Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura, lasciata sola anche dal Ministero dello sviluppo che non ha partecipato alla riunione. Così il peso dei pareri contrari ha schiacciato qualsiasi velleità della Bio 4 Energy: 87 punti su 100 a favore del no. Viva soddisfazione da parte di una dozzina di rappresentanti dei comitati e delle associazioni miranesi presenti in sala, tra cui le Acli e Italia Nostra. Soddisfatta Annamaria Tomaello, Udc, che con sé aveva portato circa 3.500 firme raccolte dai partiti di centrosinistra tra i cittadini. «La vittoria è soprattutto loro – afferma – c’era di mezzo la salute dei cittadini e i miranesi hanno saputo farsi valere». «Un risultato positivo – aggiunge per le Acli Franco Marchiori – frutto della forte opposizione popolare organizzata dai partiti di centrosinistra, a cui si sono aggiunti esponenti del Pdl. È stato evitato un impianto all’interno di un’area agricola in prossimità del centro urbano che avrebbe avuto un forte impatto sul paesaggio e fonte potenziale di inquinamento». «E’ l’esito per il quale ci siamo battuti e per il quale hanno battagliato con grande civiltà tanti cittadini, rimediando agli errori dell’ex sindaco Cappelletto – affermano i consiglieri regionali Bruno Pigozzo, Pd e Pietrangelo Pettenò, Prc – è stata dimostrata l’incompatibilità tra questo tipo di impianto e l’area urbanistica individuata. Rimane l’enorme vuoto normativo dovuto all’assenza di un piano energetico regionale, indispensabile per stabilire a monte quali aree non debbano essere toccate».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    01 febbraio 2012

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