Chiuse le indagini del pm Gava. Negli incidenti feriti poliziotti, carabinieri e il consigliere Caccia.
VENEZIA. Ventinove persone, in gran parte esponenti del movimento antagonista veneziano, sono state indagate dalla Procura di Venezia per gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine scoppiati nel corteo anti-Lega del 17 settembre scorso a Venezia. Nella guerriglia urbana rimasero feriti 7 carabinieri e 6 poliziotti, oltre ad alcuni dimostranti. Tra i 29, per i quali il pm Giorgio Gava si appresta a chiedere il processo, vi sono i leader dei centri sociali veneziani, come Tommaso Cacciari e Michele Valentini, ed il consigliere comunale Beppe Caccia, che negli scontri fu ferito alla testa, in circostanze mai chiarite. La Digos aveva denunciato per quei fatti 59 persone. Nei giorni scorsi l’avviso di chiusura indagini è stato notificato a 29 indagati. Le ipotesi di reato sono resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e interruzione di pubblico servizio, per l’occupazione dei binari della ferrovia. Quello del 17 settembre era un corteo di protesta contro l'adunata dei Popoli Padani prevista il giorno seguente in riva Sette Martiri. La Questura, per motivi di sicurezza, aveva deciso di modificare il percorso inizialmente chiesto dai manifestanti. Gli scontri tra dimostranti e polizia si concentrarono ai piedi del Ponte degli Scalzi, vicino la stazione ferroviaria, dove le forze dell'ordine impedivano al corteo di proseguire secondo il tragitto originario.