Comune, mancano all’appello 48 milioni di euro: «Ora i tagli di spesa»

Meno soldi in arrivo da Stato e Casinò, la giunta comunale vuole abbattere i costi e riorganizzare le società partecipate

    di Manuela Pivato

    VENEZIA. Niente aumenti, almeno per ora, ma una riduzione dei costi e una razionalizzazione più efficace della macchina comunale. All’appello mancano infatti 48 milioni di euro che Ca’ Farsetti deve recuperare per far quadrare i conti della spesa corrente. Queste le indicazioni uscite dalla Giunta comunale riunitasi in seduta straordinaria alla Fondazione Cini per affrontare il bilancio 2012. All’appello c’erano tutti, assessori e direttori del Comune, ad eccezione dell’assessore al Turismo Roberto Panciera e di quello al Commercio Carla Rey assenti giustificati in quanto all’estero.

    Molti i temi all’ordine del giorno della Giunta durata oltre cinque ore: dal taglio dei costi alla tassa di soggiorno, dall’Imu al Patto di Stabilità nei confronti del quale il sindaco Giorgio Orsoni ha usato parole durissime – «logica aberrante» – annunciando anche l’ipotesi di un’azione giudiziaria nei confronti della Stato.

    I conti. La situazione finanziaria di Ca’ Farsetti, illustratata dall’assessore al Bilancio, il vicesindaco Sandro Simionato, e dal direttore della struttura Finanza Bilancio e Tributi, Piero Dei Rossi, è pesante. Rispetto al 2011, infatti, il 2012 vedrà pesanti contrazioni delle entrate: le risorse dal Casinò si ridurranno di 20 milioni di euro, passando dai 60 milioni previsti nel 2011 ai 40; i 20 milioni di plusvalenze di fatto non potranno essere utilizzati costituendo una ulteriore voce negativa in bilancio e inoltre si dovrà far conto di un trasferimento dallo Stato che in ragione di due manovre successive si assottiglia di altri 20 milioni di euro. Unico dato positivo la Tassa di soggiorno che porterà una ventina di milioni.

    Riduzione dei costi.«Dobbiamo affrontare un processo strutturale che imponga più incisive contrazioni dei costi e della spesa, e un processo di questa portata va condotto con la condivisione di tutta l’amministrazione» ha esordito il sindaco. Tagliare e risparmiare più che si può, dunque, per evitare la scelta assai più dolorosa di dover aumentare tasse e tariffe.

    Partecipate.La razionalizzazione dei costi, come spiega ancora Simionato, deve essere fatta da tutti e già nei prossimi giorni i direttori faranno sapere quanto possono risparmiare per ciò che è di loro competenza. La maggior efficienza della macchina comunale e delle procedure amministrative passerà anche attraverso la riorganizzazione delle società partecipate e alcune ipotesi di affidamento in house o a privati di alcuni servizi. Ad esempio la pulizia degli uffici, fino a oggi affidata in parte a Veritas, verrà assegnata con una gara per cercare di ridurre la spesa.

    Contributi.L’austerity colpirà un po’ ovunque. I contributi a enti e associazioni sportive, sociali e culturali che sono passati dai 7 milioni e 245 milioni del 2010 ai 4 milioni e 211 mila euro del 2011 potrebbero subire ulteriori tagli così come il sindaco ha annuncianto che «ancora molto c’è da fare» sul fronte della riduzione del numero dei dipendenti.

    Imu. L’Imu sarà praticamente inutile in quanto il beneficio sulla prima casa di circa 20 milioni di euro sarà praticamente assorbito dallo Stato, mentre per le seconde case le entrate si fermeranno al Comune per il 50% dell’aliquota prevista.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    23 gennaio 2012

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