Intesa tra ministero e autorità portuali, annunciata da Clini: fuori i «condomini galleggianti» dai canali del centro di Venezia
VENEZIA. Intesa per «liberare» dalle grandi navi il bacino di San Marco a Venezia. Con uno scambio di lettere fra il presidente dell'Autorità Portuale per Venezia, Paolo Costa e il ministro dell'Ambiente Corrado Clini «è stato avviato il percorso progettuale e operativo per “liberare” il bacino di S. Marco dai “condomini galleggianti”, le grandi navi da crociera che attraversano il cuore di Venezia», rende noto il ministero dell'Ambiente.
"Sono state individuate soluzioni alternative di breve e lungo periodo per proteggere l'unicum ambientale e architettonico della Laguna fornendo al contempo servizi innovativi e moderne infrastrutture al comparto della crocieristica".
Due le fasi ipotizzate dall'Autorità Portuale di Venezia: la prima di breve periodo di un percorso alternativo per la Stazione di Marittima, evitando di passare davanti a San Marco; la seconda di medio-lungo periodo che prevede di realizzare una nuova stazione marittima dedicata alle grandi navi da crociera alla bocca di porto di Malamocco, all'esterno della Laguna veneziana dove oggi c'è il cantiere di costruzione dei cassoni del Mose.
Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, nella lettera di risposta al presidente Costa ritiene che ''i percorsi alternativi proposti, sia nel breve che nel periodo medio-lungo, rappresentano una soluzione che condivido fatte salve le verifiche puntuali i merito alle compatibilità ambientali''. A questo proposito il ministero - prosegue Clini - ''è a disposizione a collaborare nella fase progettuale e a facilitare, nell'ambito delle nostre competenze, la realizzazione del progetto stesso. Desidero infine - conclude Clini - confermare il nostro impegno in merito alla finalizzazione del progetto per l' allontanamento del traffico petrolifero dalla Laguna di Venezia, che costituisce un obiettivo prioritario per la salvaguardia della Laguna''.
Orsoni: "Bene la rapidità delle scelte". Il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, ha espresso soddisfazione per la rapidità delle scelte operate dal ministero per l'Ambiente per l'avvio del percorso per ''liberare'' il bacino di San Marco dal passaggio delle grandi navi da crociera. ''Ritengo molto positivo - ha detto, interpellato dall'Ansa - che siano state prese delle decisioni in tempi molto brevi. Negli ultimi tempi in città la sensibilità si è molto acuita riguardo a questo problema. Mi sembra di cogliere un sentimento comune che vede nel passaggio di questi 'colossi' come uno sfregio alla città. Sono d'altronde convinto che l'attività portuale non dovrebbe risentire molto di questo cambiamento, anche l'indotto non dovrebbe soffrirne''. Orsoni, definendo sul piano operativo ''molto interessante e di applicazione veloce'', l'ipotesi del percorso alternativo - che dovrebbe prevedere l'escavo di un tratto di canale che potrebbe essere compiuto già entro l'anno - ha ricordato che ''l'ipotesi era già stata avanzata in sede di firma di una specifico protocollo con l'Autorità Portuale ''mi fa piacere che sia stata sposata dal ministero; mi spiace che la spinta avvenga in una situazione drammatica, come la tragedia della Costa Concordia al Giglio''.
Il comitato "No grandi navi": "Intesa non risolutiva". ''I giganti del mare devono essere estromessi dalla laguna e la decisione del governo non risolve il problema, né a breve, né a lungo termine''. Il Comitato 'No
Grandi Navi' boccia la soluzione trovata per liberare il bacino di San Marco dai grattacieli galleggianti. Agli oppositori delle grandi nave da crociere non piace né il percorso alternativo che "taglia" fuori il cuore della città con lo scavo di un nuovo canale, né la futura stazione marittima alla bocca di porto di Malamocco dove oggi c'è il cantiere di costruzione dei cassoni del Mose. ''Se l'intento del governo era quello di regolamentare le rotte, evidentemente per il ministro dell'Ambiente la laguna non è un sito sensibile - reagisce il leader del Comitato Silvio Testa - La piattaforma logistica del Mose incardinata all'isola di Pellestrina sorge in un Sic (sito comunitario di interesse ambientale) ed è stata autorizzata solo perché alla fine dei lavori il Consorzio Venezia Nuova avrebbe smantellato tutto. Solo formalmente è all'esterno della laguna, in realtà è come stare sullo stipite della porta''. Inoltre, ''rimane comunque lo stesso identico problema di trasferire passeggeri e bagagli avanti e indietro dalla città a bordo di motoscafi e lancioni come da un porto off shore'', cioè quella
che il Comitato considera l'unica soluzione possibile per salvare la laguna.
Dissenso totale anche sul percorso provvisorio all'interno della laguna attraverso lo scavo di un canale: ''anziché creare le condizioni per ripulire la 'ferita' del Canale dei Petroli, il principale responsabile del dissesto morfologico, se ne aggiunge un altro che potrebbe avere effetti deleteri fino al Canale della Giudecca, nel cuore di Venezia''. Insomma, al Comitato l'accordo raggiunto ''non pare una gran pensata'' e a chi dice che bandire le grandi navi da Venezia sarebbe un grave danno economico per la città, Testa replica:
''Se i crocieristi portano tutta questa ricchezza, Venezia dovrebbe essere lastricata d'oro e il Comune non dovrebbe vendere i palazzi 'gioielli di famiglia' come sta facendo''.
Zaia: "Verificare la fattibilità". ''La proposta del prof. Paolo Costa può essere la classica quadratura del cerchio: ora bisogna passare ai necessari approfondimenti tecnici di fattibilità''. Lo sottolinea il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, dopo essersi confrontato con il presidente dell'Autorità Portuale di Venezia sulle alternative che possano evitare il passaggio delle grandi navi passeggeri in bacino di San Marco. ''Da tempi non sospetti, molto prima della tragedia della Costa Concordia - ricorda Zaia - ho espresso la mia contrarietà al passaggio di questi veri e propri giganti galleggianti in un ambito tanto delicato quanto unico al mondo, ed è quindi un fatto molto positivo che si sia preso spunto dalla vicenda del Giglio per intervenire''. Non va dimenticato, aggiunge Zaia, che Venezia è un vero e proprio miracolo dell'ingegneria umana rivolta al bello: ''un qualcosa di prezioso da scoprire metro dopo metro, calle dopo calle - afferma - e quindi da salvaguardare rispetto ad un modello che invece porta le persone pressoché direttamente in piazza San Marco, facendo così loro perdere il gusto di apprezzare Venezia in completezza, nella sua unicità e nella sua particolarità, che si esplicano in ogni suo scorcio''.