La Regione impone a quasi 21 mila automobilisti la verifica sulla tassa 2008 Intanto altri utenti fanno versamenti per il 2012. Risultato: file e polemiche
di Marta Artico
Pagare il bollo auto in questi giorni è un’impresa a dir poco ardua. Al piano terra degli uffici Aci (Automobile Club d’Italia) gli addetti agli sportelli non san più a che santo votarsi, mentre chi si è recato per saldare il conto del 2012, si ritrova a dover attendere più del previsto. Alla radice del problema le ben 174.540 raccomandate con avviso di accertamento spedite dagli uffici tributi della Regione ad altrettanti cittadini, di cui quasi 20 mila sono veneziani. All’interno del pacchetto di avvisi la stragrande maggioranza (151.213) riguarda mezzi per i quali non risulta alcun pagamento nel 2008, oltre 23.000 sono invece irregolarità di vario genere, quali, ad esempio, ritardi nel pagamento.
Una fetta di solleciti, però, secondo i dati forniti dall’Aci, sarebbero non dovuti. Sta di fatto che la Regione vuol fare un po’ d’ordine nella propria banca dati. Le lettere sono arrivate tra capo e collo ai possessori di auto, che tra aumenti e caro-benzina, si sentono già vessati. A questo punto c’è stato l’assalto alla sede provinciale Aci di via Ca’ Marcello, perché l’unico modo per evitare sanzioni, è quello di cercare il vecchio bollo e dimostrare di essere in regola.
Code. In questi giorni all’Aci si stanno quindi presentando le persone che devono pagare il bollo 2012 e che per farlo si sono prese un permesso dal lavoro. Se a loro si assommano i cittadini che si recano agli sportelli con gli avvisi di pagamento relativi al 2008, il pasticcio è servito.
«La Regione – spiega Miriam Longo direttore di Automobile Club Venezia e responsabile della gestione amministraiva dell’ente – ha ben pensato di mandare gli avvisi proprio nel periodo in cui ci sono già i pagamenti del bollo 2012, così ci ritroviamo ad avere la coda fin fuori dalla porta. Per una verifica simile ci vogliono dai 10 ai 15 minuti: non si tratta di un’ operazione immediata perché si deve entrare all’interno del sistema regionale e verificare tutte le decorrenze sbagliate, insomma è un disastro». La direttrice si ritrova a dover spiegare la situazione a cittadini infuriati, perché devono attendere tanto. «I dipendenti continuano a prendersi parole dalla mattina alla sera, la gente non capisce che noi non c’entriamo e che svolgiamo solo il nostro lavoro: credono sia colpa nostra». Il bollo – fanno sapere all’Aci – è recuperabile, ma serve l’attestato di pagamento. «Un dispendio enorme di energia – sottolinea Longo – ma lo facciamo perché siamo un ente pubblico e vogliamo fornire un servizio». L’Aci riceve un compenso di riscossione per un’auto – che sia una Ferrari o una Fiat Cinquecento – pari ad 1,87 euro lordi, 1,30 netti circa.
Errori. Molte delle irregolarità accertate finora dagli addetti agli sportelli, riguardano però errori commessi dai tabaccai, dagli uffici postali e dagli stessi concessionari. «In taluni casi – precisa la direttrice – gli addetti hanno riscontrato irregolarità nelle decorrenze delle pratiche da coloro che si sono recati da tabaccai e Poste per pagare il bollo». A lamentarsi maggiormente, però, sono i possessori di auto che arrivano negli uffici per sbrigare un’operazione che di per sé richiede un minuto e si ritrovano ad attendere perché alla persona davanti serve la ricevuta per dimostrare che è in regola con il pagamento del 2008.
Soluzione. Nei prossimi giorni si cercherà di ovviare al problema. «Al piano terra abbiamo un impianto che elimina le code smistando le persone a seconda delle operazioni: cercherò di fare uno sportello solo per i bolli, in modo che chi viene per questo motivo faccia veloce». Gli altri faranno la trafila necessaria, fermo restando che in provincia ci sono altre sedi e precisamente a Scorzè, Chioggia, Dolo, Venezia centro storico Lido e San Donà, dove potersi rivolgere per i pagamenti. In ogni caso l’Aci continuerà a fornire assistenza a quanti lo richiederanno. L’assessore regionale al Bilancio, Roberto Ciambetti, ha spiegato che non c’è alcun accanimento, ma solo la volontà di raggiungere un modello equo e giusto. E si scusa se ci sono stati errori da parte dell’ente.
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