Clini: «Un terminal in mare aperto anche per le Grandi navi»

Il ministro dell’Ambiente lancia l’idea del nuovo off-shore Soddisfatto il sindaco Orsoni: «Dimostra grande sensibilità»

    di Alberto Vitucci

    «Le grandi navi fuori dalla laguna». Il neoministro per l’Ambiente Corrado Clini ha lanciato ieri da Firenze l’idea di un «terminal offshore per le navi da crociera». Accogliendo le sollecitazioni degli ambientalisti e l’allarme lanciato dal sindaco Giorgio Orsoni. «Stiamo lavorando all’ipotesi di una infrastruttura esterna per l’ormeggio delle grandi navi», ha detto Clini, «sull’onda di quanto progettato nel 1990 con il ministro Giorgio Ruffolo. Cioè l’estromissione del traffico pericoloso dalla laguna a cominciare dai petroli».

    Il ministro che in passato ha lavorato a venezia come responsabile del ministero e di settori ambientali dell’Usl, ha anche dato il via libera condizionato all’idea dell’off shore per i petroli e le navi container a cui il Porto sta lavorando.

    «Un progetto ambizioso e interessante», ha detto Clini, «che però va considerato nell’ambito della razionalizzazione dei porti dell’Alto Adriatico». Soluzione che potrebbe rovesciare il tavolo delle polemiche in corso. Entusiasta il commento del sindaco Giorgio Orsoni, che aveva lanciato proprio sulla Nuova l’allarme sullo stato del traffico croceristico, invitando il Porto a prendere soluzioni. «Ancora una volta il ministro Clini dimostra la sua sensibilità per i problemi della nostra città e della laguna», commenta, «un progetto interessante, anche se bisognerà fare i conti con le risorse disponibili e coinvolgere i privati che dalle crociere guadagnano. Ne parleremo con l’Autorità portuale. Intanto sono molto soddisfatto che i problemi che riguardano la laguna e la portualità siano affrontati ai massimi livelli decisionali».

    L’allarme del sindaco riguarda l’affollamento di navi lunghe fino a 300 metri, oltre 100 mila tonnellate di stazza, che transitano numerose con il loro grande carico inquinante ormai a pochi metri da San Marco.«Adesso basta, il problema va risolto», ha detto. Sul tappeto diverse ipotesi. Tra cui quella del Porto di attrezzare un nuovo terminal croceristico in cassa di colmata A, a Mira. O quella di Orsoni di portare le navui a Marghera, che a Costa non piace. Ma sono entrambe alternative interne alla laguna. Adesso invece si fa strada, appoggiata dal governo, quella dell’off shore. Idea lanciata nel 2004 dal parlamentare dei Ds Cesare De Piccoli, subito scartata dal governo e dal Comitatone. Il terminal fuori della laguna avrebbe consentito anche di rialzare i fondali e dunque di diminuire le acque alte a prescindere dal Mose.

    Notizia accolta con soddisfazione anche dai comitati. Nei giorni scorsi l’associazione Ambiente Venezia aveva diffuso e inviato ai consiglieri comunali un dossier sui danni provocati dal traffico delle grandi navi in laguna. Fumi carichi di zolfo e concentrazioni di polveri sottili superiori a quelle provocate da 14 mila auto. Ma in laguna, a differenza della terraferma, le centraline per misurare gli inquinanti non esistono. Intanto le città galleggianti diffondono oltre ai fumi, che provocano malattie e la distruzone delle pietre, anche onde elettromagnetiche pericolose per la salute, erosione e danni alle rive. Un tema che adesso anche il ministro ha deciso di affrontare. Orsoni e Costa intanto ne parleranno in un vertice convocato per mercoledì.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    11 dicembre 2011

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