Biennale, Malgara a fondo con Galan e il Governo
L'APPELLO DELLA NUOVA

Salta in Senato la seduta in Commissione Cultura dedicata alla nomina. Sconsolato il ministro, che si prepara a lasciare con una sconfitta

    di Enrico Tantucci

    VENEZIA. Affonda clamorosamente, con la drammatica crisi del Paese e del Governo Berlusconi, anche la candidatura di Giulio Malgara a presidente della Biennale, designato dal ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan al posto di Paolo Baratta contro tutto e contro tutti. La Commissione Cultura del Senato che ieri avrebbe dovuto discutere la nomina di Malgara, non ha tenuto il dibattito, “saltato” sotto l’incalzare degli eventi e non ci sono certezze sulla riconvocazione. Non si andrà pertanto al voto su Malgara - come era invece previsto -la prossima settimana, dopo la bocciatura della Commissione Cultura della Camera e slittano perciò tutti i tempi di ratifica della nomina, prevista per dicembre. Potrebbe a questo punto essere dunque un altro Governo - quello di responsabilità nazionale, invocato da più parti - e un altro a ministro a decidere sul nuovo presidente della Biennale, con Baratta e l’attuale consiglio di amministrazione che scadranno a metà dicembre.

    E a chi l’ha avvicinato ieri, Galan è apparso sconsolato e preoccupato anche per quanto riguarda gli sviluppi della vicenda Biennale, rispetto alle sue intenzioni, vista anche la forte opposizione alla nomina. La raccolta di firme lanciate dalla Nuova Venezia sotto l’appello al ministro per salvare la Biennale di Paolo Baratta ha già superato le 4300 firme. «Non so per quanto tempo ancora avrò l'onore di ricoprire questo ruolo, poco a quanto si capisce dagli ultimi avvenimenti - ha dichiarato il ministro dei Beni Culturali ieri al Quirinale alla Giornata dello Spettacolo - ma mi sembra di aver fatto rispettare questo mondo proteggendolo da tagli e altro».

    Quasi un mesto “epitaffio” del suo ruolo ministeriale, che va esteso anche alla candidatura di Malgara, tenacemente sostenuta di fronte alla freddezza del presidente della Regione Luca Zaia e all’aperta contrarietà del sindaco e vicepresidente della Biennale Giorgio Orsoni, oltre che del mondo della cultura e della società civile nazionale e internazionale. Lo stesso Malgara, che era partito con baldanzose dichiarazioni sulle nomine dei nuovi direttori della Biennale, non appena designato dal ministro, da settimane ha messo la sordina, parallelamente al crescendo di perplessità e contrarietà verso la sua nomina e al contemporaneo sostegno a Baratta. La discesa delle quotazioni del manager pubblicitario caro a Galan e a Silvio Berlusconi (in questo momento, un aggravante) scendono vertiginosamente come quelle della nostra Borsa. E risalgono parallelamente le possibilità di una riconferma di Baratta, tanto più se il nuovo Governo e il nuovo ministro saranno scelti con il forte imprimatur del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, da sempre estimatore dell’attuale presidente.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    10 novembre 2011

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