Leucemia fulminante, muore in 5 giorni

Spinea. Per Michele Manzo, 39 anni, l’allarme è scattato dopo ripetute perdite di sangue dal naso. Domani l’addio

    di Filippo De Gaspari

    SPINEA. Muore a 39 anni, il giorno di Ognissanti, colpito da una leucemia fulminate che lo ha consumato in soli 5 giorni. Un calvario terribile e brevissimo per Michele Manzo, impiegato di Spinea, molto conosciuto in città.

    Una vita normale la sua: la famiglia, il lavoro, gli amici. Mai nessun problema grave di salute. Fino a venerdì scorso, quando Michele si accorge di perdere sangue dal naso mentre è a lavoro, negli uffici della Edison di Marghera. Sembra una banale perdita, ma che non si arresta nei minuti successivi. I colleghi lo convincono ad andare a casa. L’uomo sembra riprendersi, poi però la notte accade di nuovo. Il padre Bruno lo accompagna all’ospedale di Mestre, dove Michele viene controllato dagli specialisti di Otorino. Sembra un problema dovuto alla rottura di una piccola vena, inizia la cura e l’uomo viene rimandato a casa. Michele però non migliora ancora. Sabato è di nuovo a Mestre, in Pronto soccorso, dove gli viene applicato un tampone, domenica di nuovo in ospedale, stavolta a Mirano. Qui i medici decidono di fargli un prelievo: è la scoperta di una forma di leucemia terribile, acuta ed emorragica. Michele ha in corpo solamente 10 mila piastrine, il suo sangue non coagula. Rimane in ospedale ricoverato, ma peggiora ora dopo ora: perde la funzionalità di una gamba, poi di un braccio, mentre inizia la processione di amici e parenti increduli al suo capezzale. I medici decidono per il trasferimento immediato a Mestre, per sottoporlo a un delicato intervento chirurgico. Rischioso, proprio per via della difficoltà di coagulare e comunque non c’è nemmeno il tempo per preparare l’operazione.

    Martedì pomeriggio Michele smette di combattere contro il male che l’ha colto quasi senza preavviso, lasciando nella disperazione il padre Bruno, la madre Ada, la sorella Tiziana e la compagna Silvia, con cui viveva in via D’Annunzio a trecento metri dai genitori. «Michele era un ragazzo forte e robusto – è il ricordo affranto di papà Bruno – era sempre stato uno sportivo, amava sciare e andare in moto, non aveva mai avuto problemi. Di nessun tipo. Se ne è andato all’improvviso e così giovane, per noi è un dolore immenso». Una scomparsa quella di Michele resa ancor più sconcertante da una tragica coincidenza: molti suoi amici erano anche amici di Riccardo Bertoldo, il quarantaduenne di Mestre stroncato pochi giorni prima da infarto mentre giocava a calcetto. Le esequie di Michele si svolgeranno domani alle 11 nella chiesa dei Santi Vito e Modesto. Poi riposerà nel cimitero di Spinea. L’ultimo abbraccio dopo cinque giorni terribili.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    03 novembre 2011
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