Inizia il dibattito in commisisone Cultura alla Camera: oggi forse il voto, ma la maggioranza Pdl-Lega traballa
Il destino della Biennale appeso al filo del governo. Si voterà forse stamattina in commissione Cultura a Montecitorio il parere sul nuovo presidente designato della Biennale, il pubblicitario milanese Giulio Malgara. Ma la procedura potrebbe ovviamente saltare in caso di nuova crisi del governo. «Prima di decidere bisogna ascoltare il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni e il presidente della Regione Luca Zaia», ha proposto ieri il deputato del Pd Andrea Martella, «il governo sospenda la nomina e proceda in accordo con gli enti locali». Partita a scacchi che si complica. In attesa di sapere come voteranno i parlamentari della Lega, si registra una dichiarazione del presidente (leghista) del Veneto Luca Zaia. «Attendiamo con rispetto le decisioni del Parlamento», ha ribadito ieri. Spezzando l’ennesima lancia in favore del presidente uscente Paolo Baratta. «Ha lavorato bene e rilanciato l’istituzione culturale», dice Zaia. Il Consiglio provinciale ha invece bocciato un ordine del giorno proBaratta proposto dal gruppo del Pd. Oltre al pdl hanno votato contro anche i leghisti.
E oggi a Montecitorio il ministro Galan insieme alla presidente di commissione Valentina Aprea presentano il convegno «Giuseppe Verdi, l’uomo, l’artista, il mito». Un caso o l’occhiolino strizzato ai leghisti e al loro Va pensiero nel giorno del voto su Baratta?
A chiedere che «si dia voce alle istituzioni locali evitando colpi di mano» anche il senatore Luigi Zanda e la parlamentare ex ministro della Cultura Giovanna Melandri. Che parlano di «autismo istituzionale» del governo. Si moltiplicano le prese di posizione in favore, del presidente uscente. Tra queste quella del comitato promotore del premio «Veneziano dell’anno». Giovanni Caniato, portavoce del gruppo che fa capo alla storica associazione Settemari, ricorda come nella motivazione del premio, consegnato a Baratta nelle sale Apollinee della Fenice lo scorso anno, ci fosse il merito di aver «consolidato con signorile determinazione la secolare presenza della Biennale nella vita e nel tessuto urbano della città, restituendo alla comunità edifici e ambienti prestigiosi finalmente risanati e suggerendo, con una visione strategica di largo respiro, il destino per Venezia quale privilegiata sede universale dell’arte e della cultura». Un riconoscimento conferito all’unanimità, ricorda Caniato e proveniente dal basso, dal popolo e non dalla politica. Un’ulteriore prova, sostiene Caniato, di come Baratta abbia rappresentato in questi anni di gestione della Biennale una figura di riferimento importante non solo per la cultura internazionale ma anche per la comunità veneziana e veneta».
Meriti in un primo tempo riconosciuti anche dallo stesso ministro Giancarlo Galan. Che però ha avviato la procedura di nomina del suo amico Giulio Malgara. presidente della Chiari e Forti e inventore di mangimi e Gatorade, presidente dell’Unione pubblictari italiani e dell’Auditel. Presidente alla fine degli annj Ottanta anche del comitato che voleva fare l’Expo in laguna, poi bocciata dall’Europa. In buoni, ottimi rapporti anche con il premier Berlusconi.
Ma soprattutto con l’ex governatore padovano. Che adesso lo difende a spada tratta. E lo paragona ai suoi predecessori. «Cosa ha Malgara meno dei suoi predecessori Croff e Bernabè? Loro erano forse uomini di cultura radicati in città?» La battaglia continua.
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