di Maurizio Toso
CIPRESSINA. Scoppia il caso don Gianni Antoniazzi alla Cipressina, con tanto di rivolta di un consistente numero di fedeli. La notizia che il sacerdote verrà trasferito a Carpenedo, infatti, ha fatto scattare lo sdegno all'interno della comunità, con tanto di lettera che verrà spedita al patriarca Angelo Scola entro domani. L'accusa, testuale, è che in questo la chiesa abbia voluto privilegiare motivazioni di carattere economico a quelle spirituali. Il passaggio che fa capire il sentimento che circola tra i fedeli di San Lorenzo Giustiniani è questo: «Ci chiediamo se la Chiesa abbia più a cuore il proprio interesse economico alla crescita cristiana», si legge infatti nella lettera sottoscritta da educatori, catechisti e genitori, «visto che intende trasferire il giovane parroco don Gianni Antoniazzi in una parrocchia dove c'è un grosso bilancio da amministrare, avendo egli dimostrato, oltre alle capacità umane e cristiane, anche lodevoli doti manageriali, evidenziate dall'organizzazione della recente visita del Papa». L'ufficialità è arrivata poco prima delle 19 per mezzo del vicario patriarcale. Da qui lo sdegno della gente, con un centinaio di persone che si sono incontrate per discutere la vicenda. E poi c'è la lettera indirizzata al patriarca Scola in cui si chiede di rivedere la decisione di spostare don Gianni. «Siamo venuti a conoscenza della decisione del Patriarca di destinare il parroco della Cipressina, don Gianni Antoniazzi, alla parrocchia di Carpenedo», si legge sempre nella lettera, «per questo vorremmo esprimere il nostro pensiero e con esso tutta la nostra amarezza per questa ennesima decisione che viene presa senza tener conto del bisogno di una comunità, che con grande difficoltà cominciava ad organizzare la propria crescita di fede e soprattutto sociale, grazie alla costante opera di aggregazione e di impegno personale profuso in questi anni da un sacerdote mandato in questa parrocchia di periferia da tempo trascurata. Ora che si stavano cominciando a vedere i frutti di tutto questo lavoro, in un attimo la nostra comunità vede crollare tutte le proprie aspettative». E ieri sera una catena umana di fedeli e parrocchiani si è formata attorno alla chiesa di San Lorenzo Giustiniani per impedire simbolicamente a don Gianni di uscire. Sulla vicenda interviene anche Renato Boraso, consigliere comunale del Pdl: «Esprimo la speranza che il Patriarca ritorni su questa sua decisione, se ciò non fosse possibile, sarebbe auspicabile che don Gianni potesse terminare i progetti che aveva avviato».
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17 luglio 2011