Il Comitato: «Sale delle Armi aperte tutto l'anno, basta padiglioni della Biennale»
La protesta contro lo «spezzatino» dellArsenale
Con i cartelli, in barca al corteo della Sensa, per protestare contro lo «spezzatino» dell'Arsenale: obiettivo delle critiche, il sindaco Orsoni. Il Comitato per la restituzione dell'Arsenale a Venezia grida così «indignato» al tradimento per la cessione alla Biennale - e, a cascata, all'Argentina e ad altri paesi per farne il loro padiglione, per 22 anni, in cambio del restauro - anche delle Sale delle Armi. «Abbiamo accolto con grande soddisfazione la cessione della proprietà di alcune aree del demanio militare al Comune, da parte del ministero della Difesa», commenta Gianandrea Gagliardi, portavoce del Comitato, «oltre alle Corderie e alle Tese già in concessione alla Biennale, del pacchetto facevano a sorpresa parte anche le Sale delle Armi, che poteva essere il primo vero spazio recuperato alla città 12 mesi all'anno. Non abbiamo nulla contro la Biennale e la creazione di nuovi spazi espositivi, ma farne un padiglione significa utilizzare questo grande spazio pubblico solo per pochi mesi l'anno: per questo ci indigna la scelta del sindaco Orsoni, che ha deciso senza consultare il Consiglio comunale, informare Arsenale spa e contro lo spirito del piano direttivo del 2001. Così si dà il via allo "spezzatino" dell'Arsenale». Il Comitato teme anche la concessione chiavi in mano a Ca' Foscari delle Tese di San Cristoforo e alle Nappe: «Vanno rispettate le linee guida del progetto del Comune». Quanto all'incerto destino dell'area ex Sommergibilisti: «Prendiamo per buone le parole del sindaco che ha escluso un albergo». (r.d.r.)
07 giugno 2011