di Francesco Furlan
Lassessore provinciale alla Cultura Raffaele Speranzon
MESTRE. Invita gli scrittori pro-Battisti ad un «dibattito civile e pubblico» che vuole organizzare all'Ateneo Veneto di Venezia ma il biglietto da visita con il quale si presenta all'hotel Ambasciatori non è un messaggio di pace. Sottobraccio ha un libro, è di Massimo Carlotto, "Cristiani di Allah" (19.50 euro, edizioni E/O): «L'ho scelto per lo spessore - dice - devo sistemare un mobile a casa». Sono le 14.30 di martedì e l'assessore provinciale alla Cultura Raffaele Speranzon ha convocato una conferenza stampa d'urgenza, e si presume che abbia qualcosa di urgente da dire, eppure la cosa più importante, è quella che non dice mai: ed è che ha fatto marcia indietro. Va a ruota libera, parte dalla «forte solidarietà» ad Adriano Sabbadin, destinatario di una lettera di minacce, e poi fornisce il suo punto di vista sul polverone che ha alzato dopo aver annunciato di voler togliere dale biblioteche della provincia i libri scritti dagli autori che nel 2004 firmarono una petizione a favore dell'ex terrorista dei Pac Cesare Battisti. Tra questi Massimo Carlotto, Tiziano Scarpa, Lello Voce e il filosofo Giorgio Agamben. «Sono contento di aver sollevato questo vespaio - racconta Speranzon - non avevo altro modo per attirare l'attenzione mediatica, e non voglio certo togliere dalle biblioteche delle nostre città i libri di Carlotto di Scarpa o degli altri firmatari. Quel che mi interessa è invitare questi scrittori ad un dibattito sul caso Battisti, dove potranno spiegare perché hanno firmato la petizione per l'ex terrorista. Ho già chiesto informazioni anche all'organizzazione del premio Campiello, perché mi piacerebbe confrontarmi anche con l'ultima vincitrice, Michela Murgia, che so sta organizzando una petizione contro di me». Il luogo potrebbe essere l'Ateneo Veneto, e Stefano Zecchi avrebbe già confermato la sua presenza, come spiega Alessandro Danesin, coordinatore del Pdl di Venezia con il quale Speranzon ha discusso la proposta. «Chiunque abbia studiato il caso Battisti - dice ancora Speranzon - e sia un intellettuale onesto non può difenderne l'impunità, diventa complice morale, le istituzioni dovrebbero censurare questi comportamenti. Gli intellettuali che hanno firmato la petizione devono ver-go-gna-rsi». Lo dice proprio così, sillabando la parola. Tuttavia i libri degli scrittori messi all'indice non verranno tolti dalle biblioteche, non saranno spedite le lettere per metterli al bando. Non partiranno anche per la sfuriata dalla presidente della Provincia, Francesca Zaccariotto. «La Zaccariotto ha manifestato una posizione ostile alla mia iniziativa - dice -, non è d'accordo e non ne era stata informata. Mario Dalla Tor lo sapeva e non mi ha manifestato contrarietà. Ma la presidente non condivide e non voglio calcare la mano, anche se come cittadino italiano mi resta una perplessità, la consapevolezza che le biblioteche sono alimentate con i soldi pubblici di tutti i cittadini». La sua e-mail è intasata da centinaia di messaggi di protesta ma «se tornassi indietro lo rifarei, perché è servito ad aprire un dibattito, i famigliari delle vittime sono con me». E poi c'è la mozione che comunque Speranzon presenterà al consiglio provinciale per dichiarare i firmatari Pro-Battisti «ospiti non graditi del Comune di Venezia».
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19 gennaio 2011