di Antonello Francica
Silvio Berlusconi durante il suo videomessaggio
Se c’è un punto sul quale la politica, questa politica, non può più continuare a oltraggiare il Paese è quello del rispetto (mancato) delle persone, cioè dei cittadini che le hanno affidato il compito di rappresentarli e che ora, di qualsiasi tendenza essi siano, assistono esausti a questo triste spettacolo che essa offre.
l cosidetto caso Ruby - per quanto tutto ciò che viene fuori in queste ore sia da verificare dalla A alla Z - sembra il the end di una lunga fase edonistica cui neppure la gravità e la serietà dei grandi temi sul tappeto (la crisi, la disoccupazione, la mancanza di riforme, il debito pubblico alle stelle pari a 1800 miliardi di euro) riuscivano a porre fine. Come sul celebre Titanic, il protagonista assoluto questa desolante commedia italiana ha continuato a fare (nulla) come se niente fosse, lasciando l'Italia letteralmente alla berlina: senza programmi, senza idee, e con tanti problemi non solo irrisolti, ma neppure affrontati. Berlusconi è un uomo che sognava la gloria e che invece si avvia al declino, non solo e non tanto per le squallide vicende di questi giorni, per quanto ancora da dimostrare; ma soprattutto per il magrissimo bilancio della sua lunga attività politica (è sceso in campo nel gennaio del '94, 17 anni fa) peraltro segnata da possibilità di governo ampie e stabili che neppure la Dc dei tempi d'oro avrebbe potuto sognare e disporre. Ma qual è il bottino di questa lunga presenza sulla scena politica e su quella di governo (dal 2001 ad oggi, giusto pro memoria, è stato al timone per otto anni su dieci)? Scarso o poco più, e comunque lontano dal celebre contratto televisivo del 2001 e dalle chiassose promesse della primavera 2008. Come ricorda in un pungente editoriale l'autorevole quotidiano finanziario britannico Financial Times, abbiamo invece passato tutto questo tempo sentendo sempre i soliti refrain: magistratura al servizio della sinistra, comunisti palla al piede del Paese, opposizione nel migliore dei casi inaffidabile e incapace.
Già, vien da dire, ma proprio per questo motivo perchè l'esecutivo fa una fatica boia ad imporsi? Il divorzio con Fini può bastare da solo a spiegare questo strano caso del governo più solido che c'era e che oggi ha disperatamente bisogno d'aiuto? Ora riesplode il caso delle presunte serate allegre nelle dimore del presidente del Consiglio. «Fatti privati», si ostina a dire il premier. Ma non può essere e non è un fatto privato la gigantesca ombra che queste vicende, cioè l'insieme del non governo e degli scandali, proiettano su questo Paese. Per questo è il momento di dire basta, di prendere coraggio e di ripartire da capo. Lo facciano i politici responsabili che pure ci sono in entrambi gli schieramenti, e lo facciano per primi quelli del centrodestra, a partire dalla Lega. L'Italia, come scrive il Ft merita molto di meglio, merita azioni politiche decise ed efficaci, all'altezza della sua fama e della sua storia di cui ancora oggi gran parte del mondo è grato, come testimonia il sincero «grazie» alla nostra Cultura del maestro Daniel Harding a conclusione del concerto di Capodanno alla Fenice. Allora, chiedere alla politica più rispetto per i cittadini, è più che giusto. Per sperare di recuperare il senso e la civiltà della politica.
18 gennaio 2011