di Enrico Tantucci
La Pala di san Giobbe di Giovanni Bellini, qui sopra la scala palladiana al convento della Carità. A destra esempi di esposizione, in basso il disegno di Leonardo
VENEZIA. Grandi Gallerie dell'Accademia aperte sì, come annunciato da tempo, entro l'estate dopo la lunga ristrutturazione, che doveva concludersi teoricamente nel 2007, dopo due anni di lavori nell'ex convento della Carità, prima sede dell'Accademia di Belle Arti. Ma rimandando il complessivo riallestimento del museo al 2012, con le opere del Trecento e del Quattrocento delle Gallerie che andranno momentaneamente in deposito, in attesa di essere ricollocate nella nuova area della pinacoteca veneziana inaugurata nel prossimo giugno, in occasione della Biennale Arti Visive. E' la novità che annuncia a sorpresa il nuovo sovrintendente al polo museale Vittorio Sgarbi, che si dedicherà personalmente al riallestimento del piano superiore delle Gallerie - quello attualmente aperto - che inizierà in questi giorni, con lo scenografo Pier Luigi Pizzi, facendo del Cinquecento il grande protagonista del museo, dedicando anche una sala a Leonardo, riservata al celeberrimo disegno dell'Uomo Vitruviano, conservato dalle Gallerie dell'Accademia, che verrà esposto in permanenza.
«Al primo piano, ad accogliere i visitatori - spiega Sgarbi - non saranno più le tavole trecentesche a fondo dorato che il prossimo anno riesporremo nella nuova ala, ma la Pala di San Giobbe di Giovanni Bellini, che "segnerà" lo spazio anche con la sua dimensione architettonica data dalla straordinaria volta a cassettoni che introdice prospetticamente alla composizione sacra della Madonna con Bambino sul trono marmoreo, con ai piedi San Francesco, San Giovanni Battista e San Giobbe. Ma tutte le opere cinquecentesche delle Gallerie, da quelle di Tiziano, Giorgiome e Carpaccio, saranno riesposte con un nuovo allestimento e una nuova impaginazione curata da Pizzi. Se il tempo ce lo consentirà, riallestiremo anche le sezioni del Seicento e del Settecento, altrimenti lo faremo il prossimo anno».
Inevitabile il confronto anche allestitivo, con la nuova ala del museo, a piano terra, curata dall'architetto Tobia Scarpa con il sovrintendente ai Beni architettonici e Paesaggistici di Venezia Renata Codello, che ha curato la direzione dei lavori, eseguito dall'impresa Sacaim. «La nuova ala - spiega ancora Sgarbi - non verrà riallestita in chiave museale, visto che non ce n'è il tempo, dato che ci sarà riconsegnata solo a fine marzo. Mostreremo i nuovi spazi al pubblico dall'inizio di giugno, presentandoli con una serie di mostre che uniranno arte antica e contemporanea, nello spirito della Biennale. Avremo perciò un'esposizione dedicata a Lorenzo Lotto ritrattista, e, accanto ad essa, una dedicata al confronto a distanza tra due pittori Lucien Freud e Fausto Pirandello. E, ancora, un'esposizione incentrata su un altro grande pittore contemporaneo come David Hockney, per finire con una rassegna dedicata alla raccolta del collezionista britannico Dennis Mahon, con i suoi capolavori del Barocco italiano, tra cui quelli del Guercino. Al riallestimento museale della nuova ala delle Gallerie, con le eventuali modifiche agli allestimenti, penseremo dal prossimo anno».
I ritardi accumulati nel lungo cantiere delle Grandi Gallerie - che doveva appunto sulla carta terminare circa tre anni fa - sono dovuti alle complicazioni incontrate nell'opera di restauro e di ristrutturazione del complesso, soprattutto per quanto riguarda le fondazioni addossate agli angoli del cortile palladiano. Inoltre le murature del piano terra dell'edificio che erano già manomesse, si sono rivelate più eterogenee del previsto e il consolidamento ha richiesto tempi lunghi, anche per l'installazione degli impianti tecnologici nello stesso cortile, a circa quattro metri di profondità.
Proprio l'avvio dello scavo in cortile aveva comportato la comparsa di crepe e fessurazioni all'interno del museo e anche la chiusura temporanea di alcune sale. Di qui anche il successivo rallentamento, con il contemporaneo rafforzamento delle fondazioni intorno al perimetro del cortile palladiano. I lavori di raddoppio delle Gallerie porteranno da 6 mila a 12 mila i metri quadrati a disposizione, oltre al rinnovo del sistema di illuminazione e alla climatizzazione delle sale.
Ridisegnando l'assetto del museo, sono stati introdotti al centro di esso una nuova scala e un gruppo di ascensori e al piano terra sarà creato anche un ristorante. Ma per le Gallerie dell'Accademia interamente riallestite in chiave museale bisognerà ancora attendere. Almeno un altro anno.
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05 gennaio 2011