di Carlo Mion
Linterno di un bus dellActv Il conducente ha bloccato il mezzo
Una donna col volto coperto dal niqab
e l'autista blocca il bus fino all'arrivo della polizia. Ha preteso che la signora musulmana si abbasasse il velo per motivi di sicurezza. È successo giovedì mattina in rampa Cavalcavia sul pullman Actv diretto a Marghera dove la donna, di origini bangladeshi, era diretta per delle pratiche all'ufficio immigrati della Questura. Per il momento c'è solo la ricostruzione dell'intervento fatto dagli agenti delle Volanti. Infatti Actv non ha ancora verificato quanto accaduto. Sta di fatto che giovedì mattina una volante della Questura è intervenuta in rampa Cavalcavia, inviata dalla centrale di Santa Chiara dopo diverse segnalazioni di passeggeri di un autobus che era bloccato alla fermata. Era successo che una donna di fede musulmana che portava il niqab - il velo semi-integrale che lascia scoperti solo gli occhi - aveva creato, per via del suo indumento, non poco scompiglio all'interno del mezzo pubblico. L'autista, infatti, aveva fermato l'automezzo non appena la donna era salita con la famiglia. La signora, un'immigrata regolare proveniente dal Bangladesh, all'inizio non capiva perchè l'autista le si stava rivolgento in maniera animata. L'uomo pretendeva che si scoprisse il volto altrimenti lui non avrebbe ripreso la marcia. Visto che la situazione non trovava soluzione ha preteso l'intervento di una volante della Questura. La centrale di Actv ha quindi chiesto l'intervento della polizia già, comunque, allertata anche da alcuni passeggeri. Quando sono arrivati, agli agenti l'autista ha spiegato la sua decisione con il fatto che la passeggera si era rifiutata di togliersi quello che lui definiva il «burqa», nonostante lui le avesse chiesto per motivi di sicurezza di farlo. Ha spiegato che in Italia esiste una legge del 1975 che impedisce di girare nei luoghi pubblici a volto coperto, legge emanata ai tempi degli anni di piombo. La signora ha controbattutto che la sua religione impone l'uso del velo alle donne. Ma, alla fine, lo ha tolto per potersi far riconoscere dall'autista. Infatti, quando i poliziotti sono arrivati alla fermata la signora era a viso scoperto, con legato al collo un foulard di colore marrone che prima le copriva la parte bassa del volto. Dopo aver appreso che la donna - con il marito ed il figlio di 6 anni - era diretta all'ufficio immigrati della Questura, in via Nicolodi, per le pratiche relative al permesso di soggiorno, i poliziotti l'hanno accompagnata loro stessi e il bus ha ripreso il normale servizio. Il «fuori programma» ha comunque fatto discutere i passeggeri e non pochi stavano dalla parte della signora. Oggi quasi sicuramente Actv prenderà posizione. I polizotti le hanno pure spiegato che, se si sentiva lesa nei propri diritti civili, aveva la possibilità di sporgere denuncia. La signora ha fatto intendere che non lo avrebbe fatto. E alla fine ha svolto tutte le pratiche per il rinnovo del permesso di soggiorno.
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02 gennaio 2011