di Diego Degan
Il Gorzone in piena, ha fatto paura tra Natale e Santo Stefano
CAVARZERE. Durerà fino alle 14 di oggi lo stato di attenzione sul Gorzone. Una misura prudenziale, anche se il peggio sembra essere passato e le numerose infiltrazioni che avevano fatto temere esondazioni a Dolfina, San Gaetano e Boscochiaro, hanno lasciato solo qualche problema di viabilità. Un metro e 68 centimetri alle 23 del giorno di Natale, uno e 88 alle 11 del 26 dicembre e uno e 56 ieri mattina alle 8.30. Sta in questi numeri, misurati dalle scalette idrometriche il riassunto di due giorni di tensione per una ventina di volontari della protezione civile cavarzerana che hanno sacrificato gran parte dei giorni di festa per monitorare la situazione del Gorzone. Il picco massimo raggiunto a Santo Stefano rappresenta, probabilmente, il record degli ultimi vent'anni ed è superiore di dieci centimetri ai livelli già allarmanti dello scorso novembre. I volontari, in costante collegamento con la sala operative dei vigili del fuoco di Mestre e con il Genio civile di Este, hanno pattugliato gli argini sia il 24 che il 25. Il momento più drammatico è stato la sera di Natale, verso le 18.40 quando dalla zona di Dolfina è giunta la notizia di una esondazione del fiume. Nel giro di venti minuti tutti i responsabili dei vari enti si sono trovati sul posto ma, per fortuna, era un falso allarme. A spaventare gli abitanti del luogo erano state le infiltrazioni d'acqua che, attraversando gli argini, si erano sparse sulle strade, dando l'idea che il fiume fosse esondato. Non era così, ma il pericolo non è mancato. D'altra parte il fenomeno delle infiltrazioni non è nuovo e riguarda, sul lato sinistro del Gorzone, la zona arginale prospiciente il cimitero di Boscochiaro e la strada sottoarginale di San Gaetano; mentre sul lato destro coinvolge via dei Mille e via Viola, a Boscochiaro, e la zona di Dolfina che fronteggia l'abitato di San Gaetano. In corrispondenza di via dei Mille, qualche anno fa, erano state realizzate delle barriere di contenimento all'interno degli argini, proprio per impedire l'infiltrazione e la risalita delle acque del Gorzone. Ma stavolta i livelli di piena sono stati talmente alti da renderle inutili. Per evitare il pericolo che il freddo della notte renda quelle strade delle lastre di ghiaccio, il Comune ha disposto lo spargimento di sale. Allarme anche in zona Marice, dove il terreno è particolarmente basso ma le acque, contrariamente al mese scorso, non sono arrivate a minacciare le case. Anche i terreni agricoli sono stati, in parte, invasi dalle acque, nelle zone «a rischio», ma quelli già arati hanno assorbito meglio rispetto agli altri. Difficile una stima dei danni.
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28 dicembre 2010