«Forte l'uso tra i giovani di cocaina e eroina»

Gli ultimi dati del Sert di Chioggia al convegno della «Gordige»

     CAVARZERE. «A Chioggia il 42% delle persone che si rivolgono al Sert hanno problemi di cocaina, a Cavarzere, invece, per questa droga siamo sulla media regionale (10-11%) ma è ancora forte l'uso di eroina, che ha effetti devastanti sui singoli e sulle famiglie». Dati frammentari, ma preoccupanti, quelli riferiti dal dottor Ermanno Margutti, responsabile del Sert (servizio tossicodipendenze) di Chioggia giovedì sera, al convegno organizzato dalla società sportiva Gordige. Un nome che compare nei campionati di calcio femminile da una ventina d'anni e famoso per i risultati di tutto rispetto raggiunti nel tempo, risultati che non sarebbero stati possibili senza un vivaio di giovani atlete curato, stagione dopo stagione, con impegno e professionalità.  Ed è stato proprio il desiderio di tutelare i giovani sportivi e le loro famiglie dai rischi connessi all'uso delle droghe a spingere la società sportiva a organizzare l'incontro i cui ospiti di peso erano, appunto, Margutti e il suo collega Marcello Marzo, responsabile del Sert di Rovigo. Le loro relazioni, però, non si sono limitate all'ambiente sportivo, perchè l'uso, l'abuso e la dipendenza da certe sostanze riguardano tutte le fasce d'età e della società. A cominciare all'alcool, erroneamente sottovalutato, il cui consumo si è modificato nel corso degli anni. Prima si beveva poco, tutti i giorni e prevalentemente ai pasti; oggi si beve soprattutto nei fine settimana, in quantità e fuori pasto. Tra l'altro, rispetto a qualche decennio fa, è quasi quadruplicato il consumo di alcool nella fascia tra i 12 e i 18 anni ed è raddoppiato quello delle donne negli ultimi dieci anni.  La cannabis è diffusissima nei giovani tra i 15 e i 24 anni ma poi molti smettono. E poi ci sono cocaina, eroina, ecstasy, ecc. Consumi che sono spia di un disagio sociale e che non potranno mai essere sradicati del tutto. «La guarigione per tutti non esiste» hanno detto i due esperti, «esiste la cura, attraverso la dipendenza "buona"», le relazioni sociali e personali, della dipendenza tossica». (d.deg.)

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    11 dicembre 2010

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