di Diego Degan
CAVARZERE. «Ma come si fa a mettere gli uffici dei servizi sociali al mezzanino? Era meglio invertirli con quelli della polizia locale che, invece, è stata messa al piano terra». Le parole dell'assessore al personale, Alcide Crepaldi, sono l'indice dei disagi che sta creando il prossimo trasloco (dal 13 dicembre) degli uffici comunali da via Cavour al municipio restaurato. E se le lamentele del personale di ragioneria, circa la sovrapposizione tra il trasloco e le mille chiusure di conti di fine anno, possono sembrare solo un fatto «interno» all'amministrazione, la futura collocazione dei servizi sociali colpisce, invece, direttamente gli utenti. L'assessore Sebastiano Bergamasco, a suo tempo, aveva chiesto di lasciare i servizi sociali all'ex ospedale, come ora. Ma lì si paga l'affitto, come, del resto, nell'appartamento destinato ai vigili urbani in via 22 marzo e la parola d'ordine è «risparmio». Quindi tutti in municipio. Ma il personale dei servizi sociali ha fatto notare che, nel mezzanino, gli uffici sono troppo piccoli: non ci stanno gli armadi (pare che verranno messi in sala consiliare); le scrivanie ingombrano troppo, tanto che uno degli impiegati ha chiesto di avere un banco delle scuole medie per poter lavorare; l'ufficio dell'assistente sociale è «cieco», e gli utenti ci possono entrare solo passando per un altro ufficio. Dulcis in fundo, non c'è una sala d'attesa per le circa 40 persone che, ogni giorno, si rivolgono a questo servizio, con tanto di bambini, carrozzine e persone in sedia a rotelle.
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03 dicembre 2010