Le dipendenti della ditta «Confezioni Grazia» di Cavarzere
CAVARZERE. Torna in alto mare la vertenza delle 47 dipendenti della Confezioni Grazia. L'amministratore della società, Roberto Tosello, infatti, ha ritirato la disponibilità ad avviare la procedura di mobilità (in pratica un licenziamento collettivo) concordata con i sindacati appena dieci giorni fa. L'accordo in questo senso era stato raggiunto dopo che le lavoratrici avevano scioperato una giornata e mezza per il timore che l'azienda venisse avviata nascostamente al fallimento, causando loro la perdita di 100 mila euro di tfr, fondi pensione e quote sindacali che la stessa azienda non aveva mai versato agli enti preposti. Un timore giustificato non solo da un malcostume imprenditoriale diffuso nel cavarzerano (cessione delle aziende un attimo prima del fallimento) ma anche da una precedente esperienza - nel passaggio dalla Stefany alla Confezioni Grazia - che le aveva già penalizzate in modo analogo. Di fronte alla protesta, sostenuta da Cgil e Cisl, Tosello aveva accettato di versare a ogni lavoratrice 500 euro di acconto sulla tredicesima e aprire la mobilità che avrebbe dato alle operaie un minimo di garanzia per i prossimi mesi e permesso, a chi lo desiderava, di essere assunta dalla persona che dovrebbe rilevare l'azienda, la signora Gloria Vallese. Ora, però, Tosello, si ritira e annuncia non la vendita ma l'ingresso in società della Vallese, come socia di minoranza, rinfocolando i timori delle operaie, anche a causa del rifiuto della Replay (marchio dalla Fashion Box) di assicurare per iscritto nuove commesse, nel 2011, all'azienda cavarzerana. Cgil e Cisl, quindi, chiedono il mantenimento della mobilità: c'è tempo fino a fine gennaio per un accordo. (d.deg.)
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30 novembre 2010