Due amici a Santa Maria di Sala hanno realizzato una stazione di rilevamento e la Protezione Civile se ne avvale per le previsioni
di Filippo De Gaspari
SANT'ANGELO. Che tempo fa? Te lo dice il «Meteosantangelo». E' qui, a Sant'Angelo di Sala, che due giovani «meteo-appassionati» hanno realizzato in casa una stazione con strumenti amatoriali di precisione, in grado di monitorare minuto per minuto la situazione del tempo. Una passione nata due anni fa, quasi per gioco, cresciuta nel tempo e di cui adesso si avvale anche la Protezione civile, per prevedere fenomeni meteorologici intensi come quelli capitati più volte nel corso di quest'anno nel Salese. Le menti sono quelle di Daniel Montin e Adriano Zagagnin: la loro stazione di monitoraggio tiene sotto controllo tutti i parametri meteo, dalla temperatura all'umidità, dalla pioggia al vento, passando per la pressione atmosferica. Dati poi trasferiti in un sito internet (www.meteosantangelo.it) e messi a disposizione di tutti. Il sito si avvale anche di una webcam che mostra le condizioni del cielo in tempo reale e vari collegamenti a satelliti e radar. Non manca infine un archivio meteo, dove i più curiosi potranno spulciare i fenomeni capitati nel recente passato. Santa Maria di Sala, suo malgrado, ha solo l'imbarazzo della scelta. Si scopre infatti che il 16 settembre 2009, quando mezzo comune finì sott'acqua, caddero qualcosa come 169 millimetri di pioggia, pari a 169 litri per metro quadro. In tempi più recenti è la tromba d'aria di Caltana, che scoperchiò il nuovo Palagraticolato, ad attirare l'attenzione: il centro meteo misurò in quelle occasioni raffiche di vento fino a 122 chilometri orari. «Fin da piccolo sono stato appassionato da fenomeni intensi come i temporali - racconta Zagagnin - crescendo ho voluto informarmi in tutti i modi di quando e come questi potessero avvenire. Non c'era ancora Internet e passavo il tempo a girare i canali della tv in cerca di previsioni meteo». Più recente la passione di Daniel: «Curiosità di qualche anno fa - confida - volevo capire come si riusciva a prevedere tutti questi fenomeni atmosferici, misurando i dati che varie stazioni producevano in giro per il mondo. Poi ne abbiamo fatta una tutta nostra».
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25 novembre 2010