Elezioni, Bersani contro Brunetta e Zaia: "Basta prendere in giro Venezia"

Il segretario del Pd attacca contro i due ministri in corsa al Comune e alla Regione: "Non si approfitta del ruolo di ministro. E’ scandaloso che questa gente non renda conto del proprio operato"

    di Mitia Chiarin VENEZIA «Venezia non è una città che sta con il cappello in mano davanti a questa parata di ministri. Non si degrada così questa città, non la si prende in giro. Questa città va governata tutti i giorni, non due giorni la settimana. Brunetta promette, promette, ma non si rende conto che in due anni sono stati spesi 12 miliardi con un aumento della spesa del 7-8 per cento per la pubblica amministrazione.

    Su questo deve rispondere». Un affollato cinema Corso ha ospitato ieri sera il comizio di Pierluigi Bersani, segretario nazionale del Partito Democratico, arrivato in città per sostenere le candidature a sindaco di Giorgio Orsoni e alla presidenza della Regione di Giuseppe Bortolussi. Prima di salire sul palco, l’incontro con i lavoratori di Vynils, Montefibre e Speedline. Porto Marghera e la crisi occupazionale in primo piano, quindi, nella serata che ha mobilitato quasi 800 persone.

    «Sono qui per dare una spinta in più - attacca Bersani - Se negli ultimi anni non c’è stato nel nostro Paese una riduzione fiscale, maggiore occupazione, più semplificazione, più fondi per i Comuni, lo si deve a questa Lega che qui dice di essere federalista mentre a Roma è quella che in modo più determinato sorregge questo governo. E lo fa sul condono come sul legittimo impedimento. E’ ora di dire basta». Il segretario nazionale del Pd è critico sulle campagne elettorali dei due candidati ministri del centrodestra e sulla loro visibilità mediatica.

    «Non si approfitta del ruolo di ministro. E’ scandaloso che questa gente non renda conto del proprio operato. Nel 2009 abbiamo perso il 25 per cento del reddito da agricoltura. Zaia dica cosa ha fatto». Sulla candidatura di Bortolussi, il segretario del Pd spiega che «ha una grande capacità di interloquire con tutti». Poi si rivolge a Orsoni. «E’ un volto veneziano capace di saldare vocazioni diverse e con una offerta forte. Il Pd - continua - è il fratello maggiore di questa operazione che vede uniti attorno alla figura dell’avvocato una vasta coalizione che comprende dal Pd all’Udc».

    Bortolussi contesta i sondaggi che lo danno perdente nella battaglia contro Zaia e attacca: «Dal suo sito di ministro parte un link verso il sito da candidato e i filmati caricati su youtube partono dal suo Ministero. Spende soldi pubblici in quanto ministro e poi non si presenta ai confronti. Sono pronto a farlo anche a porte chiuse, davanti a un notaio». Poi sul palco del cinema Corso, Bortolussi spiega che i veneti che incontra in questi giorni contestano a lui le mancanze di 13 anni di governo regionale della Lega Nord.

    Poi tocca a Giorgio Orsoni. «Mi sono candidato per portare le mie competenze al servizio della amministrazione. Da uomo indipendente non voglio consentire l’uso partitico delle istituzioni. Troppo spesso ci siamo trovati davanti a una politica distante. Serve buon senso e occuparsi del bene comune, pensare al futuro» spiega l’avvocato e conquista gli applausi quando parla del Pd «garante delle regole» in un paese dove queste vacillano. «Metterò sempre la persona al centro del nostro governo - promette - Al primo punto c’è il lavoro sicuro e stabile come dice la Costituzione».
    19 marzo 2010

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