"Per mia moglie Gabriele era tutto"
Le lacrime incredule di un uomo distrutto

    di Giovanni Cagnassi CEGGIA. Walter Zago scrolla la testa prima di scoppiare a piangere. E’ riuscito a trattenersi per un po’ di ore, mantenendo la calma. Ma sotto i flash dei fotografi e le videocamere puntate su di lui, il 50enne di Ceggia si è commosso davanti al cancello di quella casa in cui ieri pomeriggio c’erano i corpi senza vita di moglie e figlio.

    Ex portiere di calcio nella formazione locale, allena ancora i portieri del Corbolone. Walter Zago è operaio presso il mobilificio Europeo, a due passi dal casello autostradale di Cessalto.
    Lui stesso racconta la giornata che resterà per sempre impressa nella sua mente.
    «Mi sono alzato alle 6.15 come tutte le mattine- racconta- sembrava una giornata come tutte le altre. La sera prima avevo cenato con mia moglie e mio figlio. Abbiamo anche giocato un pò a calcio in giardino. Lui era un appassionato, tifoso dell’Inter. Gli piacevano tanto anche le auto. Un bambino stupendo, sempre felice, sereno».

    Gli occhi lucidi, Walter Zago continua il suo racconto che si tinge di orrore. «Sono tornato a casa alle 12.10 per pranzare con la mia famiglia- ricorda- quando sono entrato la porta non si apriva e allora sono passato da quella sul retro. Anche questa non si apriva, ma sono riuscito a sfondarla, così come quella della camera da letto che era chiusa a chiave.

    Quando ho aperto quella porta, ho visto il bambino sdraiato a letto in pigiama. Credevo che dormisse. Ma ho visto subito mia moglie e ho capito cosa poteva essere accaduto.

    Per lei- continua- non c’era più nulla da fare e allora sono corso dal piccolo. Nel frattempo è arrivato anche il mio vicino di casa. Abbiamo cercato di rianimarlo, non sapevo più che cosa fare, ma ho capito che purtroppo era già morto».

    Incredulo, non si spiega cosa possa essere successo alla moglie che conosceva da quando era una ragazzina. Si erano fidanzati giovanissimi, poi si erano sposati. Il figlio era arrivato un pò tardi ed entrambi vivevano per lui. Tiziana aveva sofferto di depressione in gioventù e di tanto in tanto tanto la tristezza ritornava all’improvviso. Piccole crisi che non sembravano così importanti da impensierire il marito o i parenti più stretti.

    «Per mia moglie Gabriele era davvero tutto- conclude tra le lacrime Walter Zago- viveva per suo figlio. Non so cosa possa esserle capitato di così terribile. Non lo so davvero».
    20 febbraio 2010

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