di Giuseppe Barbanti
La copertina del nuovo libro di Alessandro Ticozzi
A tre anni dal debutto in ambito letterario con «Farsaallitaliana», breve racconto satirico sulla sua esperienza di studente universitario al Dipartimento Arti Musica e Spettacolo dell'ateneo di Padova, Alessandro Ticozzi, ventiseienne mestrino, dà alle stampe per tipi di Fermenti Editrice il suo «Diario di un cinemaniaco di provincia» (pagine 97, euro 12,00), che, sviluppando e arricchendo i contenuti della sua opera prima, aspira ad essere, al tempo stesso, un vero e proprio romanzo di formazione e un omaggio alla commedia all'italiana. Un interesse quest'ultimo documentato anche dall'uscita nel 2009 di un saggio dello stesso Ticozzi, «L'Italia di Alberto Sordi», a trent'anni dalla serie televisiva «Storia di un Italiano». Le pagine di questo «Diario» sono perennemente in bilico fra realtà e sogno, sempre infranto sul percorso intrapreso: da un lato c'è il giovane studente provinciale e così aspramente critico nei confronti del contesto in cui si sta formando da volersi trasferire nella capitale, «la città del cinema per eccellenza», dall'altro c'è l'aspirazione a introdursi negli ambienti sia universitari che dello spettacolo. Scrive il regista e critico Italo Moscati, a proposito del protagonista, nella prefazione «... Quel che vede sullo schermo o meglio sugli schermi lo vuole vedere e assaporare nell'esistenza». Da qui la narrazione di un vissuto, segnato da incontri, specie femminili, dirompenti accompagnato da un'analisi, tra il sarcastico e divertito, di quanto gli vien via via succedendo. C'è un non tanto nascosto tentativo di elaborare le esperienze in cui viene man mano incappando, nella prospettiva di un futuro che pare nelle ultime battute meno parco di gratificazioni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
09 gennaio 2011