VERONA Momenti di tensione, con una carica di alleggerimento della polizia per respingere i giovani del Blocco Studentesco a Verona, dove il ministro dell’Università e della ricerca Francesco...
VERONA
Momenti di tensione, con una carica di alleggerimento della polizia per respingere i giovani del Blocco Studentesco a Verona, dove il ministro dell’Università e della ricerca Francesco Profumo è intervenuto in mattinata all’inaugurazione dell’anno accademico. Nel contrastare il tentativo dei manifestanti di forzare il cordone di sicurezza all’ingresso dell’ateneo, due poliziotti - riferisce la Digos - sono rimasti contusi. Proteste per l’intervento della polizia sono arrivate dai giovani del Blocco, espressione dell’associazione di destra Casa Pound, che avevano dato vita alla manifestazione più corposa: circa 200 giovani che all’arrivo del ministro avevano scandito slogan anti-governo. Con loro, in un gruppo separato e numericamente più piccolo, hanno manifestato fuori l’ateneo anche ragazzi di Forza Nuova, con striscioni e bandiere. Le forze dell’ordine sono dovute intervenire anche all’interno dell’Università, dove c’è stata la dimostrazione estemporanea un gruppo di giovani di sinistra del movimento antagonista. Una ventina i manifestanti denunciati. Nel pomeriggio, anche all’ateneo di Padova qualche momento di tensione, con le contestazioni del centro sociale Pedro al ministro e al rettore Bo Zaccaria.
«Le proteste vanno ascoltate, comunque per il 2012 non ci saranno assolutamente tagli, nè dal punto di vista del finanziamento agli atenei e agli enti di ricerca, nè per il diritto allo studio», ha dichiarato Profumo, a margine dell’inaugurazione «l’intento del Governo è di arrivare più preparati nei confronti dell’Europa, dove dal 2014 arriveranno nuovi programmi». «Nel 2013», ha aggiunto Profumo «ci sarà una revisione della modalità della distribuzione del fondo a fronte dei risultati dell’anno. Questo quindi è un pò il percorso: 2012 stabile, anche nelle regole fondamentali, 2013 invece con regole nuove che andremo a studiare».
E il governatore veneto, Luca Zaia, sollecita il ministro a perseguire una logica federalista fondata sull’autonomia degli atenei e un rigoroso codice etico per dare alle norme anti-parentopoli nelle cattedre. «I problemi dell’Università italiana», dice Zaia «mi sembrano risolvibili, dando al sistema universitario autonomia in una logica federalista. Al centro di ogni soluzione possibile c’è il tema dei giovani: ricordo che in Veneto uno su quattro è disoccupato, e uno su 3 è precario. Occorre costituire un polo del sapere che dia spazio ai giovani meritevoli, crei le condizioni per nuovi ricercatori, e dia impulso a tutte le norme anti-parentopoli».