Pdl, dai congressi la classe dirigente per il cambiamento

Dovrà gestire le liste elettorali per le politiche 2013 e programmare le europee 2014 e le regionali 2015

    VENEZIA

    Verona e Vicenza capitali della novità nel Pdl veneto. A Verona il congresso concluso ieri deciderà, a seconda di chi ha vinto, sull’alleanza con la Lega. A Vicenza, città dove il congresso più atteso comincia stamattina, si profila l’inizio della fine di un’epoca, quella del binomio Galan-Sartori che ha gestito il Veneto per 15 anni. Il congresso di Rovigo è stato rinviato al 18. Quello di Belluno ha già i risultati dello spoglio: coordinatore Stefano Ghezze, vice Floriano Pra. Oggi, con i risultati dei congressi di Padova, Venezia e Treviso finiti molto tardi, si potrà innestare qualche ragionamento più serio. La prima considerazione da fare è che la classe politica che esce da questo confronto potrà gestire le liste di tre turni elettorali: le politiche del 2013, le europee del 2014 e le regionali del 2015. Se il governo Monti approverà la riforma elettorale, come si dà per certo, saranno tutte elezioni con le preferenze. Il potere torna al popolo. Una frase fatta, ma era anche dimenticata.

    Tutto si può dire del Pdl, certo che se non andava bene quando era di plastica, folla osannante del Cavaliere, trova dei critici anche oggi che cerca di darsi un minimo di struttura partecipata pur senza mettere in discussione il Cavaliere. E’ singolare che i detrattori di oggi siano i comandanti di ieri, che temono di perdere il posto. Gente che si scandalizza per la presenza di falsari, opportunisti, furbi e mestatori, oggi che sono sotto gli occhi delle telecamere, mentre ieri trovavano normale che non ci fossero le telecamere. Questo dovrebbe far riflettere. Chiamare le persone a decidere, una testa un voto, è il massimo di operazione verità che il nostro piccolo mondo cane abbia partorito. Siano truppe cammellate o aviotrasportate, il voto è il primo gradino. Il secondo è sapere per chi si vota: qui bisognerebbe accendere i riflettori supplementari.

    La grande prova di partecipazione popolare che il Pdl sta comunque dando, trova osservatori attenti, ma non concordi, nei partiti di centro. «Il Pdl è di fronte a un bivio - dice Antonio De Poli, Udc – dimostri di avere a cuore le idee e non i numeri dei tesserati. Chi è favorevole al progetto del Ppe veneto, dimostri di crederci veramente. Solo mettendo insieme le forze moderate potremo formare un nuovo soggetto politico dei moderati che vada oltre l’Udc e il Terzo Polo e che comprenda parte del Pdl e del Pd per mettere all’angolo il populismo leghista».

    «In Veneto al momento è impraticabile qualunque convergenza di Futuro e Libertà con un Pdl illiberale ed esempio di illegalità diffusa - attacca invece Giorgio Conte, deputato vicentino –. Quella del tesseramento fasullo è solo un piccolo esempio. Lavoriamo, invece, a una prospettiva diversa che costituisca una netta discontinuità rispetto al solco tracciato».

    Renzo Mazzaro

    12 febbraio 2012

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