Giorgetti: «La Lega da sola non andrà da nessuna parte, ma noi come Ppe conquisteremo il Veneto»
VENEZIA
«Non vorrei esagerare, ma questa partecipazione ai congressi del Pdl è un segno di vitalità del partito», commenta Alberto Giorgetti, cercando di sfuggire a problema principale, che riguarda Verona: il Pdl sosterrà Flavio Tosi alle elezioni comunali di primavera o si presenterà da solo? Dai microfoni del congresso cittadino, Ignazio La Russa ha fatto sapere che «il Pdl è disponibile a sostenere Flavio Tosi su condizioni di assoluta parità». Nella sala attigua dove si svolgeva il congresso provinciale, Sandro Bondi lanciava segnali di pace, auspicando un’intesa con la Lega. In che modo? Nessuno l’ha detto.
Giorgetti, vuole concentrasi su questa risposta?
«L’accordo con la Lega è sicuramente importante ma dev’essere chiaro che se non dovesse esserci, noi costruiremo a Verona il Ppe antagonista di Tosi e competitivo, operazione che se dovesse essere vincente darebbe un riferimento nazionale, per aprire una fase nuova senza la Lega».
Anche Tosi vuole aprire una fase nuova, facendo vincere la Lega da sola.
«Tosi esprime una posizione localistica, limitata Verona».
Mica tanto: questa frase precisa l’ha detta Maroni. Punta a esportare il modello Verona in tutta l’Italia del Nord.
«E’ vero ma questo progetto di monocolore leghista può diventare al massimo un riferimento per poche città. E’ autosufficente a Treviso, potrebbe aggiungersi Verona e qualche altra realtà, ma non potrà mai diventare un riferimento nazionale. Mentre è chiaro che se andasse bene il progetto del Ppe nel Veneto, assumerebbe subito rilievo nazionale. Se va bene nel Veneto, figurarsi se non andrebbe bene in altre regioni dove non c’è la Lega. Questo potrebbe rappresentare una svolta vera nel panorama nazionale».
Lei si augura un Ppe vincente, Tosi le oppone una Lega vincente, qui nessuno gioca sul piazzato: vi toccherà farlo per forza. In che modo vi presentate concretamente alle elezioni, con quale lista?
«Io sono molto realista. Dai dati che ho al momento, la Lega va alle elezioni con una lista che non si chiamerà Lista Tosi, ma Lista del sindaco o qualcosa del genere. Questo è l’assetto attuale, nonostante quello che dice Tosi e cioè “potrei andare d’accordo con quelli sani e leali del Pdl”: non può farlo, perché o questi escono dal Pdl e vanno nella sua lista civica, oppure la Lega non consente un accordo con il Pdl. Non è nella disponibilità di Tosi questo accordo: anche lui gioca a bluffare. A meno che non voglia fare l’operazione di spaccare il Pdl, ma questo prescinde dall’esito dei nostri congressi come alle decisioni della Lega. Anche la parte del Pdl di Davide Bendinelli, che vuole dialogare con Tosi per fare l’alleanza, è un mezzo bluff: l’alleanza con la Lega non è nella disponibilità di un accordo locale, ma passa da una trattativa nazionale tra Bossi, Alfano, Berlusconi. La risposta, come spesso è accaduto negli ultimi anni, arriverà all’ultimo momento».