VENEZIA Polemiche e incertezze accompagnano la visita di Zaia che, oggi a Roma, per questioni di partito – a partire dalla querelle sulle quote latte – cercherà anche di limitare i danni dell’impugna...
VENEZIA
Polemiche e incertezze accompagnano la visita di Zaia che, oggi a Roma, per questioni di partito – a partire dalla querelle sulle quote latte – cercherà anche di limitare i danni dell’impugnazione dello Statuto. «Spero sia stato un errore – spiega il governatore – e che il Governo capisca le nostre ragioni. In caso contrario si creerebbe un problema politico. Noi restiamo alla finestra, difendendoci fino in fondo, non bisogna cambiare idea solo perché qualcuno la pensa in modo diverso da noi».
Ma la decisione di Zaia di presentarsi dal premier assieme a Bossi è fonte di malumori: «Non è cosa degna per il Veneto che il presidente si faccia accompagnare dal segretario del suo partito per incontrare Monti – sostiene il consigliere regionale del Pd Piero Ruzzante – Zaia è titolato a farlo senza bisogno di farsi rappresentare da nessuno. Sostanzialmente prosegue l’atteggiamento di chi mette gli interessi e la polemica di partito davanti agli interessi della Regione che governa. E’ la Lega all’opposizione di questo governo, non il Veneto. E penso che non sia un dettaglio formale, bensì di sostanza pesante». Sulla stessa linea anche il senatore Pd Marco Stradiotto che sollecita il dialogo: «E’ giusto che si esaminino i correttivi necessari, recependoli poi il prima possibile in aula. Sono convinto che tra Regione e Governo sia possibile aprire un dialogo costruttivo e produttivo. Tutto serve al Veneto in questa fase, tranne che una contrapposizione ideologica».
Nella confusione, però, non c’è accordo sul ruolo dei parlamentari veneti nemmeno in maggioranza, laddove il presidente della commissione Statuto Tesserin sostiene che « farebbero meglio a richiamare il Governo» mentre per Zaia «è una partita nostra, la lobby va fatta per altre cose».
Quindi Tesserin aggiunge di temere che la posizione politica della Lega rischi di creare qualche problema «anche se sarebbe gravissimo essere discriminati per questo». Proprio il Pdl ieri mattina si è riunito in assise, alla ricerca di una strategia, in attesa delle carte che, al momento, concretamente, nessuno ha visto. E mentre Tesserin è più cauto, «voglio capire i tempi della Corte Costituzionale», altri come Bond (Pdl), ma anche Pettenò (Fsv) e Grazia (Udc) sono per la difesa dell’operato del Consiglio, mentre Laura Puppato (Pd) spinge per riportare in aula il provvedimento evitando il giudizio della Suprema Corte. Il termine ultimo per la pubblicazione dell’impugnativa è lunedì. Da stabilire se questa sia una finestra utilizzabile per limitare i danni.
(s.zan.)